“L’Isola che c’รจ festeggia 10 anni”: festa alla Neonatologia di Pisa

di Redazione Italia

Pisa – Sono oltre 1.230 le mamme, provenienti dalle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara, ospitate fino ad oggi nella casa-alloggio โ€œLโ€™isola che cโ€™รจโ€, istituita a Pisa nel 2002 allโ€™interno dellโ€™ospedale Santa Chiara per iniziativa dellโ€™Apan, Associazione pisana amici del neonato.

Dieci anni di vita, di esperienze ed emozioni vissute insieme, nel segno della cultura della โ€œpresa in caricoโ€ globale (sanitaria e psicologica) non solo del bambino nato pretermine (prima della 37esima settimana di gestazione) ma dellโ€™intero nucleo familiare.

Questa รจ stata sin dallโ€™inizio la mission della casa alloggio (situata nella Corte degli Spedalinghi, accanto alla chiesa), voluta dallโ€™Apan, sodalizio sorto nel febbraio 2000 ad opera di un gruppo di genitori che, sostenuti dal personale medico ed infermieristico dellโ€™Unitร  operativa di Neonatologia dellโ€™Aoup, hanno scelto di promuovere iniziative di solidarietร  e aiuto nei confronti dei genitori di bambini nati prematuri e che vivono o hanno vissuto lโ€™esperienza di una gravidanza interrotta bruscamente e il disagio emotivo e materiale del lungo ricovero del proprio bambino. Il Presidente dellโ€™Apan รจ Massimiliano Ricotta, mentre il direttore del progetto โ€œLa cura del neonato e della sua famigliaโ€, finanziato dallโ€™Aoup, dalla Societร  della Salute Pisana e dalle Province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara, รจ la D.ssa Cristina Galavotti.

Esso prevede forme integrate di assistenza ai nuclei familiari dei bambini nati pretermine o con patologie alla nascita e ricoverati presso il reparto di Neonatologia, articolato su vari livelli: nella casa alloggio infatti lavorano unโ€™operatrice specializzata che cura lโ€™accoglienza e la gestione della casa, due assistenti sociali, una coordinatrice del progetto e referente per le istituzioni che segue i percorsi dalla dimissione al territorio, lโ€™altra che segue i percorsi di aiuto attraverso lโ€™accompagnamento delle famiglie e gli interventi in reparto, e una psicologa relazionale per gli interventi terapeutici.

Le attivitร , oltre alla gestione di gruppi di self-help e a colloqui informativi e di sostegno, sono rivolte anche alle donne ricoverate nelle Unitร  operative di Ostetricia e Ginecologia per problemi sanitari connessi a gravidanze a rischio. Le madri ospiti hanno vitto, alloggio e assistenza totalmente gratuiti. La sede Apan รจ aperta al pubblico dalle 9 alle 13, dal lunedรฌ al venerdรฌ.

Le operatrici coprono un orario di servizio che va dalle 8 alle 15, dal lunedรฌ al sabato.

A turnazione sono presenti la sera nellโ€™orario di cena, a seconda della reperibilitร  e della presenza delle mamme (numero, gravitร  della condizione di salute del bambino, condizioni socio-sociali a rischio della madre).

Non pochi sono i percorsi di sostegno e di accompagnamento alla dimissione previsti dal progetto, soprattutto in presenza di patologie congenite o neuro evolutive (rapporti con il pediatra di base e con lโ€™assistente sociale del territorio di residenza).

Ancora maggiore รจ lโ€™intervento di servizio sociale nei confronti di donne extracomunitarie (che spesso non parlano neanche italiano), di madri con problemi di marginalitร  sociale (nuove e vecchie povertร ), donne dipendenti da sostanze e prostitute (dove le cause della nascita pretermine sono da ricercarsi nellโ€™abuso di sostante psicotrope o alcol, o in stili di vita inadeguati alla vita gestazionale), madri minori di etร  con provvedimenti del Tribunale dei minori. Per molti casi lโ€™intervento si sviluppa quindi in rete con i servizi territoriali sin dallโ€™ingresso nella casa alloggio.

Lโ€™operatrice sociale si occupa quotidianamente della gestione della casa alloggio (spesa alimentare, fornitura acqua, pulizie stanze e locali comuni, reparto lavanderia, fornitura biancheria pulita ecc.).

Una volta che i neonati vengono dimessi, le mamme possono scegliere di usufruire comunque del supporto degli operatori, fintantochรฉ non si sentano adeguatamente idonee e serene per affrontare la nuova condizione di genitori. La struttura accoglie anche le mamme in follow-up, che ritornano in ospedale per i controlli sanitari e neuropsichiatrici del bambino.

Vengono registrate come โ€œgiornaliereโ€ e usufruiscono della struttura per diverse ore sia prima della visita sia dopo, per i pasti e per le necessitร  del bambino.

Fra le iniziative intraprese negli anni dallโ€™Associazione, anche lโ€™acquisto di una macchina per pastorizzare il latte materno, ottenuta grazie alle donazioni dei tifosi della Curva Nord โ€œMaurizio Albertiโ€, dei calciatori del Pisa, dellโ€™Associazione โ€œAmici dellโ€™Elfoโ€, delle comunitร  parrocchiali di Barbaricina e Caprona e della raccolta di fondi allโ€™Ipercoop di Livorno, con la quale sarร  possibile conservare in sicurezza il latte materno in esubero, che รจ ricco di nutrimento, puรฒ ridurre lโ€™incidenza di particolari patologie neonatali e favorisce un miglior sviluppo psicomotorio, oltrechรฉ una migliore tolleranza alimentare.

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