Roma - "Viviamo in una nazione in cui l'informazione dovrebbe esser libera, è inutile che il presidente del consiglio continui a minacciare la stampa" commenta Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti, sulla pioggia di denunce e minacce di provvedimenti giudiziari che dai legali del premier Silvio Berlusconi cade su quotidiani sia italiani che esteri. "Il nostro presidente è un personaggio pubblico e il diritto all'informazione è sancito costituzionalmente. Questo significa che salvo il caso in cui vengano fatte affermazioni mendaci i giornalisti stanno solo compiendo il loro dovere e non possono venir ritenuti responsabili di alcunché". L'esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro punta l'indice sulle implicazioni di un tentativo di controllare la stampa: "Siamo in una democrazia, è necessario che l'informazione rimanga libera e non si cerchi di domarla, anche quando le informazioni pubblicate dagli organi preposti possano essere scomode o fastidiose".
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di Luigi Cignoni, Direttore