Di che colore รจ il governo Conte

di Luigi Cignoni, Direttore

Il governo Conte โ€“ e lโ€™alleanza giallo-verde su cui si regge โ€“ รจ stato presentato dai diretti interessati come il โ€œgoverno del cambiamentoโ€. Il sostantivo โ€œcambiamentoโ€ inevitabilmente si riferisce a un confronto con il passato piรน o meno recente. Ma รจ davvero cosรฌ? Quali sono le reali novitร  del governo Conte rispetto ai settanta esecutivi che lo hanno preceduto, dal 1946 fino a Paolo Gentiloni? Per cercare di capirlo, abbiamo ancora una volta fatto riferimento al metodo proposto dallโ€™Italian Legislative Speech Dataset โ€“ Ilsd, giร  utilizzato in un precedente articolo, per collocare nello stesso spazio politico la posizione del contratto espressione del governo Conte con quelle piรน recenti dei partiti che siedono in Parlamento. Questa volta, il nostro interesse รจ di adottare una prospettiva diacronica, in grado di confrontare la posizione del contratto di governo giallo-verde con quelle di tutti gli altri esecutivi della Repubblica italiana come emersi dai loro rispettivi discorsi di insediamento. Quali sono i principali risultati?
Se consideriamo il lato delle policy, in una prospettiva di lungo periodo il contratto di governo giallo-verde risalta piรน per la sua posizione economica, piuttosto che sociale. Dei settanta governi succedutosi in Italia dal 1946 a oggi, infatti, la posizione economica espressa dal contratto di governo giallo-verde, lungo una scala che contrappone chi vuole piรน stato (a sinistra lungo la dimensione orizzontale) o piรน mercato (a destra), รจ la quarta piรน pro-stato di tutte, superata solo dal terzo governo Fanfani nel luglio 1960, che aprรฌ la strada al centro-sinistra in Italia, e da due piรน recenti governi di centro-sinistra: il primo di Massimo Dโ€™Alema nel 1998 e il secondo di Romano Prodi nel 2006.
Riguardo invece la posizione lungo la dimensione sociale โ€“ che contrappone una posizione piรน progressista (valori in basso lungo la dimensione verticale) su questioni come i diritti civili (tema migranti incluso) a una piรน conservatrice (in alto) focalizzata su โ€œlegge e ordineโ€ โ€“ il governo Conte si situa nel โ€œcentro classificaโ€, con diversi governi che hanno espresso una posizione piรน conservatrice rispetto a quella che emerge dal contratto giallo-verde, a partire dal governo Scelba nel febbraio 1954 o dal governo Segni nel 1959.
Lโ€™eccezionalitร  del contratto alla base del governo Conte emerge invece da altri tre aspetti.
Il primo riguarda la posizione nei confronti dellโ€™Europa. Tra tutti i governi italiani dal dopoguerra a oggi, la posizione espressa dal governo Conte รจ infatti la piรน tiepida, assai lontano da esecutivi molto pro-Europa (almeno nelle loro iniziali dichiarazioni) come i due governi Letta o il governo Dini.
Gli altri due aspetti di novitร  del governo Conte non riguardano infine le politiche, bensรฌ quello che in letteratura va sotto il nome di valence issues, cioรจ valori condivisi. Da un lato cโ€™รจ infatti una grande enfasi sul tema della corruzione politica: dopo quello di Carlo Azeglio Ciampi, si era in piena bufera di Tangentopoli, รจ quello che ne parla di piรน, assieme al primo governo Spadolini. Dallโ€™altro, la sostanziale assenza del tema della competenza: un cavallo di battaglia per gran parte dei governi, che generalmente spendono fiumi di parole per sottolineare la loro (supposta) capacitร  di (ben) governare, sembrerebbe non essere centrale per il contratto su cui si fonda il governo Conte. Andrea Ceron e Luigi Curini (da LaVoce.it)