Egr. Direttore,
recentemente ho letto alcune lettere di cittadini, insegnanti e genitori che comunicavano la loro preoccupazione circa i cambiamenti che si stanno verificando allโinterno della nostra scuola e che ne stanno snaturando completamente il suo vero significato: essere un luogo di istruzione ed educazione. Poi qualche giorno fa un altro articolo dal titolo โIn Sicilia la fabbrica degli insegnanti di sostegnoโ (www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=374981) ad un certo punto affermava โE che dire di una criptica diagnosi siglata โNacโ? Nessuna nuova malattia che sfugge ai medici. Nac sta per โnon altrimenti certificatoโ Una patologia inventata su misura per compiacere qualche scuola che ha bisogno di piazzare un insegnante, a qualunque costoโโฆ. โA Enna cโรจ qualcosa di ancora piรน esilarante. Era stata accertata dalla Asl una โgrave difficoltร di apprendimento della lingua italianaโ Ma i medici si sono dimenticati di specificare che il bambino era araboโ.
Incredibile, ma vero!
A causa di interventi di carattere psichiatrico nella scuola ora gli errori di calcolo, di scrittura, di ortografia o la troppa vivacitร sono diventati disturbi e se una volta di fronte a delle normali difficoltร cโera il continuo esercizio e piรน ore venivano dedicate alla lingua italiana e alla matematica, ora come soluzione si sottopone il bambino a dei test cognitivi ed il gioco รจ fatto!
Io ritengo che per poter imparare qualsiasi cosa sia a scuola che nella vita ci voglia perseveranza, persistenza, duro e continuo esercizio. Un esempio potrebbe essere quello di un bambino che vuole imparare a suonare il pianoforte: lui inizia con il solfeggio, attraverso esercizi su esercizi incomincia a suonare le prime note, finchรฉ riuscirร , prima o poi, a suonare brevi e semplici melodie e a fare accordi. E qualora lui dovesse incontrare delle difficoltร nel suo percorso musicale non farร altro che tornare indietro e continuare con il suo allenamento. Non verrร fermato al primo fallimento o al secondo, dicendogli:โTu non sarai mai in grado di suonare il pianoforteโ. โOra faremo un testโ, ma lui verrร incitato a continuare, sino a quando otterrร il tanto agognato sogno: suonare il pianoforte! E cosรฌ lui vincerร . E se anche non dovesse raggiungere il suo obiettivo, non verrebbe in ogni caso considerato affetto da โdisturbo della musicaโ.
In qualitร di insegnante con mio grande sgomento recentemente sono stata testimone diretta di un episodio increscioso accaduto proprio nella mia classe: alcuni mesi fa sono venuta a sapere attraverso una lettera arrivata nella mia classe che i genitori di un mio alunno si erano rivolti ad un centro per una valutazione cognitiva e logopedia, relativa ad alcune difficoltร nellโambito dellโapprendimento scolastico, difficoltร sottolineo normalissime che qualsiasi scolaro potrebbe incontrare nel suo percorso didattico, a maggior ragione giustificabili nel mio alunno, se si fa presente che nella classe di cui sono ora titolare, in prima รจ mancata una figura stabile di riferimento nella lingua italiana. Sovente i bambini venivano alloggiati in altre classi del plesso, con tutte le problematiche didattiche che da questo ne sono derivate.
Nella lettera delle due specialiste, una logopedista e una psicologa, non erano allegate le prove vere e proprie somministrate allโalunno, ma venivano riferiti soltanto i punteggi relativi alle stesse e in essa veniva affermato che erano da considerarsi patologici i punteggi al di sotto del -2.
Faccio presente che le due esperte, prima di somministrare le prove di calcolo, scrittura e competenza ortografica al mio alunno fatte tra dicembre e gennaio, non avevano MAI contattato nรฉ me, nรฉ tanto meno le altre colleghe della classe per informarsi sul percorso didattico-educativo intrapreso dal bambino, sulle unitร di apprendimento svolte durante lโanno scolastico in corso e negli anni precedenti, sui progressi da lui raggiunti, sul rapporto del bambino con i compagni di classe e con le insegnanti.
Inoltre la logopedista si era permessa di interferire nella conduzione dellโattivitร didattica, mettendo per iscritto sul diario dellโalunno quale azione fosse piรน giusta e quale lei ritenesse sbagliata. Questi โespertiโ si sono sostituiti completamente al ruolo di noi insegnanti, dettano leggi e regole, si erigono a โgli intoccabiliโ, come se fossero al di sopra delle parti.
Una parte della psichiatria dichiara che questi disturbi (dislessia, disortografia, discalculia, disgrafia) esistono e sono disturbi di carattere neurologico, mentre altri psichiatri e psicologi affermano lโesatto contrario. Dove sono le prove di laboratorio che dimostrano la veridicitร dellโesistenza di questi โdisturbiโ?
La logopedista nellโunico colloquio avuto disse che lei era contraria ad etichettare i bambini, ma, contraddicendosi, continuava affermando che lo aveva fatto per salvaguardare lโalunno quando frequenterร la scuola media. Questa sua affermazione mi ha lasciata attonita! Eโ come dire che lei era consapevole che il problema fosse la scuola, in questo caso la scuola secondaria di primo grado ma, se si etichetta il bambino, i professori della scuola media potranno fare qualcosa per lui! Ora questa logopedista, a detta della mamma, segue il mio alunno a pagamento.
Ritengo che il disegno di legge sulla dislessia, che ha ricevuto parere favorevole dalla Commissione Istruzione del Senato recentemente, sia un pericolo reale per tutti i nostri bambini, che non hanno bisogno di bolle o etichettature come al tempo del nazismo! Hanno invece bisogno di educazione e istruzione, che siano il risultato dellโattivitร degli insegnanti in collaborazione e con il sostegno dei genitori e della capacitร di apprendimento da parte del bambino, attraverso tutti gli strumenti di cui lโistituzione scolastica dispone allโinterno di essa. Ed รจ proprio allโinterno di essa che si devono ricercare le cause di unโistruzione in decadimento e di una dispersione scolastica in continuo aumento!
Chi di noi nel nostro trascorso scolastico non sarebbe stato etichettato per qualche difficoltร ?
Lettera Firmata