Gentili Signori,
in veste di responsabile del movimento nazionale paternitĆ , infanzia e adolescenza scrivo alla Vostra redazione ed a tutti gli Italiani per lanciare un messaggio di allarme. C’ĆØ una categoria di persone (in parlamento e nei governi locali) che contro i principi fondamentali della pace e della repubblica può permettersi di dichiarare quanto pubblicamente segue: “io sono una donna e sono qui per tutelare le donne”
Eā scandaloso. Eā inaccettabile.
Eā la prima volta che succede cosƬ diffusamente una cosa del genere.
Lo sentiamo sempre più spesso dire in tv, alle radio, sui giornali. Molte donne elette parlamentari (e oramai sono quasi il 20%) si dimenticano che il loro mandato è quello di rappresentare i cittadini e non solo loro stesse.
Dove andrĆ lāItalia se ognuno inizia a tutelare solo se stesso, il proprio genere o categoria?
I politici sono eletti per fare l’interesse della cittadinanza e la dove non lo fanno vengono rimossi o non rieletti. Mai un politico può permettersi di dire pubblicamente āsono bianco e faccio lāinteresse dei bianchiā, āsono ebreo e faccio lāinteresse degli ebreiā. Lāavete mai sentito? No. Eppure molte donne lo dicono. Oppure avete mai visto il āgruppo immigratiā o il ācomitato neriā allāinterno di un partito? No. Eppure ogni partito nazionale, regionale o provinciale ne ha uno per le donne.
A tutti e tutte dunque dico: lāetica non ĆØ una cosa inventata per passatempo! Ma ĆØ il risultato sofferto di millenni di guerre, caos e dolore. Dimenticarsene significa scivolare lentamente indietro e ritornare a quello stato di cose. Ce ne stiamo giĆ accorgendo. Ognuno di noi dunque ha il dovere di occuparsi degli altri allo stesso pari di quanto si occupa di se stesso.
I migliori saluti.
BARZAGLI FABIO
RESP. ETICO NAZIONALE