Monza, uccide la nonna, la madre e poi si suicida

di Stefano Scibilia

Sono due coltelli da cucina le probabili armi del delitto utilizzate da Alessandro Turati, 28 anni, per uccidere la nonna Paola Parravicini di 88 anni e la madre Marina Cesena, 58 anni, per poi togliersi la vita. Sarebbe questa la dinamica del duplice delitto e suicidio, verificatosi a Paina di Giussano, in provincia di Monza e Brianza, nella notte tra martedì e mercoledì.

I carabinieri hanno lavorato tutta la notte per ricostruire la possibile dinamica dei fatti. Turati ha lasciato una lettera, sequestrata dai militari dell’Arma.

La vita problematica dell’uomo è ora al vaglio degli inquirenti, così come la situazione relazionale ed economica della famiglia. Barba molto lunga, cappotto nero lungo anche d’estate, era soprannominato ‘il baffo’: così alcuni residenti di Paina di Giussano hanno descritto il ventottenne. “Lo vedevo passeggiare qui in giro, mi sembrava un po’ strano – ha raccontato un abitante del quartiere – aveva la barba lunga fino al petto e teneva sempre addosso questo cappottino nero lungo fino ai piedi, anche d’estate”.

Più prudenti i vicini di casa. “Una famiglia esemplare, non so cosa dire”, ha affermato un’anziana. “Siamo sconvolti, sono venuta a trovare mia madre ieri, non abbiamo sentito nulla” ha spiegato una ventenne la cui famiglia risiede nel palazzo. “Era una famiglia per bene, i miei conoscevano bene la mamma di lui, persona splendida”.

Ci fu un’altra tragedia nel 2014 a Paina di Giussano. L’11 febbraio di 4 anni fa, infatti, Michele Graziano, 40 anni, uccise a coltellate i suoi figli, Elena di 9 anni e Thomas di 2 anni, avuti con due donne, per poi tentare inutilmente il suicidio nella sua casa a Paina di Giussano. Potrebbe essere stata la depressione, causata anche dalla seconda separazione che stava affrontando, a spingerlo ad uccidere. Graziano, ex impiegato in una catena di supermercati, è stato condannato all’ergastolo in primo e secondo grado e in Cassazione.

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