Ricostruita la vera Arca di NoƩ: quando la Bibbia entra nel dibattito sul cambiamento climatico

di Stefano Scibilia

L’avventura biblica di Johan Huibers

E se la Bibbia entrasse nel dibattito sul cambiamento climatico?

A Rotterdam, nei Paesi Bassi, un falegname si ĆØ imbarcato in un’avventura spettacolare. Seguendo le istruzioni nell’Antico Testamento, ha costruito una copia fedele dell’Arca di NoĆØ.

Johan Huibers si ĆØ messo all’opera dopo aver sognato che un’alluvione avrebbe devastato il suo paese.

“A 24 anni sono diventato credente e quando ho sognato il diluvio il giorno dopo mi sono detto: cosa posso fare? Devo costruitr un’ arca per parlare di Dio”.

Johan afferma che le scritture parlano di altre inondazioni in arrivo, ma ĆØ convinto che il riscaldamento globale sia un processo naturale, sul quale l’attivitĆ  umana non ha alcun impatto.

“Si tratta di un fenomeno che ĆØ iniziato dopo Noah, 4000 anni fa- spiega- e continuerĆ : farĆ  sempre più caldo. Stessa cosa vale per gli oceani, che hanno cominciato a innalzarsi e continueranno a farlo. Possiamo chiamarlo il riscaldamento globale, se vogliamo, ma ĆØ qualcosa di assolutamente normale. L’attivitĆ  umana ha nulla a che vedere con tutto questo: sono i vulcani, i terremoti e gli eventi naturali che causano il riscaldamento. Non so cosa accadrĆ  nei prossimi anni, ma sicuramente arriveranno altre inondazioni”.

La nave ĆØ un’attrazione turistica, pensata per raccontare la storia della Bibbia. ƈ lunga 122 metri e alta 23. Può ospitare 4000 persone e 15.0 00 specie di animali.

Cresce il rischio di inondazioni in Europa

Costruire un’arca per sopravvivere a un diluvio potrebbe sembrare una trovata bizzarra. Ma il rischio di inondazioni ĆØ più realistico che mai: il riscaldamento globale sta giĆ  sconvolgendo il clima e le cose potrebbero peggiorare in futuro.

Secondo uno studio recente condotto dallo Joint Research Centre della Commissione europea, e l’UniversitĆ  dell’ Exeter, negli anni a venire l’Europa occidentale e centrale sarĆ  soggetta a maggiori inondazioni fluviali.

Lorenzo Alfieri, ricercatore e coautore dello studio, spiega di aver condotto una simulazione sui possibili scenari fino al 2100.

“Con il riscaldamento globale aumenta la quantitĆ  di acqua nell’atmosfera che si riversa nei corsi d’acqua sotto forma di piogge. A questo bisogna aggiungere lo scioglimento dei ghiacciai e della neve. Entrambi rilasciano acqua lentamente, mentre il loro scioglimento comporta l’arrivo a valle di maggiori quantitĆ  d’acqua in poco tempo”.

Diversa la situazione per il sud, destinato invece alla siccitĆ : “Si prevede una estremizzazione delle attivitĆ  climatiche: ci potrebbero essere periodi di siccitĆ , alternati a intense piogge”.

Al rischio di inondazioni fluviali si aggiunge anche l’innalzamento del livello del mare per i paesi che hanno lunghi litorali.

Ad ogni modo, gli effetti del riscaldamento globale saranno inevitabili, sostiene Jaap Kwadijk – esperto di gestione delle risorse idriche e delle inondazioni- ma la loro dimensione dipenderĆ  da quanti gradi verranno raggiunti.

“Pensiamo che sia possibileadattasi a un riscaldamento di 1.5 gradi centigradi, forse 2, ma oltre i 2 grandi semplicemente non sappiamo se saremo in grado adattarci. Aree come l’Antartide potrebbero diventare instabili e i ghiacci sciogliersi più velocemente, comportando un incredibile aumento del livello del mare”.

Sia Alfieri che Kwadijk sostengono che le città dovranno adeguare la loro struttura urbana per far fronte alla presenza di maggiore acqua. Ci sarà bisogno di meccanismi di ritenzione idrica più efficienti e migliori sistemi di allarme.

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