Champions League, il destino tutto nella mani della Juventus

di Stefano Scibilia

Tre punti per un biglietto di sola andata, novanta minuti per un sorriso lungo centottanta. La campagna di Russia è un inedito, perché a Mosca c’è vento ma mica è freddo. Il cielo è piombo e davanti c’è la Lokomotiv. Il binario ha uno snodo, sbatter forte sulla stazione del leone Semin o andar dritti, verso quel che sarà del sogno. Quella della Juventus, alla RDZ Arena, è un’occasione. Non l’unica via, non un vicolo cieco, ma una bella occasione. Perché il calendario del calcio moderno è inerpicato, Stelvio degli impegni. Sicché salirlo con un rapporto leggero, in due snodi non certo comodi come le rampe tedesche del Leverkusen o quelle pur casalinghe del Cholismo, è ben altra cosa. Per questo oggi tre punti varrebbero anche un sospiro di sollievo per Maurizio Sarri e non sarebbe certo poco in tempi di polemiche sul calendario e di frecciate avversarie.

Match point Lo sa il tecnico e lo ha detto ieri, che vuol per questo sfruttare l’occasione. Tra quattro giorni allo Stadium c’è il Milan sull’orlo del precipizio della depressione, poi la trasferta ostica è Bergamo e affrontarla senza il pensiero di Juve-Atletico non sarebbe certo un dispiacere per i bianconeri. Anzi. Dopo c’è il Sassuolo in casa, gara che magari un minimo turnover lo permetterebbe a Sarri perché poi il 7 dicembre ci sarà Lazio-Juventus e a seguire Bayer-Juve e Juve-Udinese entro il 18. In neanche un mese e mezzo, tante gare e la consapevolezza che quello odierno è un match point anche per scrollarsi di dosso le tossine di gare pesanti dal punto di vista psicologico.