Ibra รจ tornato in versione Clint Eastwood: maturo, esperto e motivatore

di Stefano Scibilia

Il pomeriggio di Cagliari รจ quello che tutti i milanisti si meritavano da mesi, anzi da anni. Non รจ per la vittoria, non รจ per il gol di Ibra, non รจ per una classifica che torna ad essere guardabile, ma per le emozioni provate e lโ€™orgoglio ritrovato. Il brivido che ci ha percorso la schiena nel momento della stoccata vincente dello svedese su assist di Hernandez non lo provavamo da tempo. A Cagliari il Milan รจ tornato ad essere una squadra credibile, con giocatori che hanno vissuto una vera metamorfosi e con un grande condottiero. Sono bastati 90 minuti di Ibra per dare alla stagione un sapore diverso. Per ridare entusiasmo ai tifosi e fiducia allโ€™ambiente. Cโ€™era chi sosteneva che fosse vecchio, finito, non in grado di reggere 90 minuti. E invece Ibra dopo neanche una settimana di lavoro ha guidato il Milan alla vittoria per 96 minuti. E lo ha fatto con naturalezza.

Il Milan a Cagliari ha vinto da grande squadra, soffrendo pochissimo. Allo svedese sono bastati pochissimi giorni di Milan per decidere addirittura la miglior formazione e per guidarla alla vittoria. In una settimana, come prevedevamo, Ibra si รจ calato nella parte dellโ€™allenatore, del capitano e del bomber. Non solo, con le sue โ€œscelteโ€ lo svedese si รจ sostituito anche ai dirigenti determinando di fatto i giocatori che dovranno essere ceduti tra il mercato di gennaio e quello di giugno. Tra questi in prima linea cโ€™รจ ovviamente Piatek, nonostante le doverose smentite di Pioli. Giร  Pioli, parliamoci chiaro, il tecnico rossonero รจ destinato a fare il โ€œviceโ€ di Ibra da qui fino a fine anno.Non รจ proprio da Milan pensare che un giocatore si debba sostituire ai dirigenti e allโ€™allenatore, ma con il Milan in queste condizioni ben venga. Accettiamo tutto. Anche questo.

A Cagliari Ibrahimovic ha ricordato a tutto il mondo rossonero come si vincono le partite. E lo ha fatto in tutto e per tutto: respingendo di testa i calci dโ€™angolo battuti dal Cagliari, scendendo a centrocampo per fare il regista, prendendo falli per far respirare la squadra, imponendo la sua mole fisica su tutti i contrasti aerei, lanciando i compagni negli spazi, facendosi marcare da 2/3 avversari alla volta e naturalmente segnando addirittura due gol (uno annullato per fuorigioco). Ma lโ€™immagine che piรน mi รจ rimasta impresso di Ibra รจ quella dei primi 5 secondi di gioco. Palla lunga e sulla trequarti Ibra va a contrasto con un avversario: lo svedese entra durissimo rischiando il cartellino e il giocatore del Cagliari finisce KO. Il gesto non รจ โ€œpoliticamente correttoโ€, ma il messaggio รจ chiaro: โ€œAdesso ci sono io e la musica รจ cambiata. Se volete marcarmi, sarร  una brutta giornata per voiโ€. Puro Ibra. Quasi intimidatorio. La differenza con lโ€™Ibra di qualche anno fa? In unโ€™altra epoca lo svedese se ne sarebbe andato quasi fiero di โ€œaverne stesoโ€ uno. Invece in questa nuova versione โ€œmaturaโ€ lo abbiamo visto soccorrere sportivamente lโ€™avversario. Ci mancava tanto uno cosรฌ. Ci mancava tanto uno che tornasse a rispettare e a far rispettare i colori rossoneri.

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