WASHINGTON DC – Nuovo giro di vite dell’amministrazione Trump contro le reti finanziarie che, secondo Washington, consentono all’Iran di aggirare le sanzioni internazionali. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato oggi l’inserimento nella lista delle entità sanzionate di Golden Global Yatirim Bankasi Anonim Sirketi, istituto finanziario con sede in Turchia, insieme a due società controllate: Golden Global Portfoy Yonetimi Anonim Sirketi e Golden Global Varlik Kiralama Anonim Sirketi.
Washington colpisce la rete finanziaria iraniana
Secondo il Tesoro americano, Golden Global Bank avrebbe svolto un ruolo nell’agevolare l’accesso della rete finanziaria iraniana ai circuiti internazionali.
L’accusa di Washington è particolarmente significativa perché riguarda il trasferimento dei proventi derivanti dalle vendite di petrolio iraniano. Il Dipartimento del Tesoro sostiene che l’istituto fosse stato utilizzato per consentire il trasferimento di fondi dalla Cina alla Turchia, dove il denaro poteva successivamente essere trasformato in contanti e oro attraverso operatori collegati alla rete iraniana.
L’amministrazione americana afferma inoltre che la banca avrebbe fornito servizi di corrispondenza bancaria a istituzioni finanziarie iraniane, permettendo il passaggio di denaro attraverso conti riconducibili alla Forza Quds del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, o IRGC-QF, e a soggetti che avrebbero agito per suo conto.
Nel mirino transazioni per decine di milioni di dollari
Nella ricostruzione fornita da Washington, Golden Global Bank avrebbe facilitato transazioni per decine di milioni di dollari a beneficio della rete finanziaria iraniana.
Il Tesoro collega inoltre l’istituto a una rete già oggetto di precedenti provvedimenti americani. Tra i soggetti citati figura l’imprenditore turco Sitki Ayan e le società a lui riconducibili, sanzionate dagli Stati Uniti nel 2022 per il loro coinvolgimento in operazioni relative alle vendite di petrolio dell’IRGC-QF.
Le autorità statunitensi sostengono che Golden Global abbia consapevolmente partecipato a operazioni finanziarie riconducibili al settore iraniano sottoposto a sanzioni.
Le nuove misure nell’ambito di Operation Economic Outcast
Le sanzioni rientrano nella campagna denominata Operation Economic Outcast, lanciata dal segretario al Tesoro Scott Bessent il 24 agosto con l’obiettivo di colpire i canali economici e finanziari attraverso i quali Teheran continua a generare e spostare risorse all’estero.
La strategia punta in particolare sulle istituzioni straniere che, secondo Washington, contribuiscono all’elusione delle sanzioni americane.
Il Tesoro ha ribadito che le banche e le società che facilitano operazioni per conto dell’Iran possono essere esposte al rischio di perdere l’accesso al sistema finanziario statunitense e ai circuiti in dollari.
“Le istituzioni finanziarie continuano a scoprire a proprie spese che facciamo sul serio con Operation Economic Outcast”, ha dichiarato Bessent, annunciando che Washington continuerà a intervenire contro i soggetti considerati parte delle reti finanziarie iraniane.
È la prima banca di un Paese Nato colpita dalla campagna
La decisione assume anche un rilievo politico e finanziario particolare perché Golden Global è una banca con sede in Turchia, Paese membro della Nato.
Reuters sottolinea che si tratta della prima banca di un Paese dell’Alleanza Atlantica a essere colpita nell’ambito dell’attuale campagna di pressione economica contro Teheran. La misura rappresenta quindi un ulteriore segnale rivolto alle istituzioni finanziarie straniere che continuano a intrattenere rapporti con la rete economica iraniana.
Congelati i beni sotto la giurisdizione americana
L’inserimento nella lista SDN dell’Office of Foreign Assets Control comporta il blocco dei beni e degli interessi patrimoniali delle entità designate che si trovino negli Stati Uniti o siano nella disponibilità o sotto il controllo di soggetti statunitensi.
Le persone e le aziende americane non possono inoltre effettuare transazioni con i soggetti colpiti dalle sanzioni, salvo le operazioni autorizzate attraverso specifiche licenze dell’OFAC. Il Tesoro avverte anche le istituzioni finanziarie straniere dei possibili rischi legati a determinate operazioni con entità sottoposte a sanzioni.
La pressione di Washington si estende alla Turchia
L’azione contro Golden Global arriva dopo i provvedimenti adottati dagli Stati Uniti nei confronti dell’accesso dell’Iran al sistema bancario degli Emirati Arabi Uniti. Alla fine di agosto, il Tesoro aveva preso di mira Banque Misr UAE, accusata di aver gestito transazioni riconducibili al regime iraniano, e aveva sanzionato anche un dirigente della filiale di Dubai di Bank Melli.
Il nuovo provvedimento amplia quindi il raggio d’azione della strategia americana, spostando il focus anche su un istituto con sede in Turchia.
Washington punta a colpire le entrate di Teheran
L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione Trump è rendere sempre più difficile per Teheran trasformare le proprie entrate petrolifere in risorse utilizzabili attraverso il sistema finanziario internazionale.
La campagna americana combina così la pressione sulle esportazioni di petrolio con quella sui canali bancari e sulle società che, secondo Washington, consentono al denaro iraniano di attraversare diversi Paesi prima di essere convertito o trasferito.
Con le nuove sanzioni, il Tesoro ribadisce quindi la volontà di intervenire non soltanto contro le entità iraniane direttamente coinvolte, ma anche contro gli intermediari stranieri ritenuti fondamentali per il funzionamento di queste reti.
Golden Global Bank non ha fornito immediatamente un commento sulle accuse, secondo Reuters.