Trump-Putin, un’ora al telefono sull’Ucraina. Poi all’Ellipse: “L’Iran non avrà un’arma nucleare”

di Stefano Scibilia

WASHINGTON DC – Un’ora di colloquio telefonico tra Donald Trump e Vladimir Putin, con la guerra in Ucraina al centro, e poi l’intervento all’Ellipse per ricordare l’11 settembre. È stata una giornata scandita da due dossier internazionali e di sicurezza per il presidente americano, che oggi, 8 settembre, ha parlato con il leader del Cremlino e successivamente ha partecipato, nell’Ellipse, il grande spazio verde di forma ovale situato immediatamente a sud della Casa Bianca, alla cerimonia “Steel Across America”, a tre giorni dal 25° anniversario degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001.

Un’ora al telefono con Putin: “Porre fine rapidamente alla guerra”

La telefonata tra Trump e Putin è durata un’ora ed è stata definita dal Cremlino costruttiva e franca. Secondo il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, i due leader hanno discusso soprattutto della guerra in Ucraina e degli ultimi tentativi diplomatici degli Stati Uniti.

Trump ha ribadito la volontà di arrivare rapidamente alla conclusione del conflitto, indicando nella fine della guerra anche la possibilità di una piena ripresa delle relazioni tra Washington e Mosca. Il presidente americano ha inoltre espresso l’auspicio di ottenere progressi diplomatici durante il suo mandato.

Al centro del colloquio anche le recenti missioni degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, che hanno incontrato Putin a Mosca e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kiev. Trump e Putin hanno valutato positivamente gli ultimi contatti diplomatici.

Putin, secondo Ushakov, ha fornito a Trump una propria analisi della situazione sul campo di battaglia e delle prospettive per il raggiungimento degli obiettivi russi. I due presidenti hanno inoltre concordato di proseguire il lavoro sulle questioni umanitarie, compresi gli scambi di prigionieri, e di mantenere aperto il canale di comunicazione tra Washington e Mosca. Putin ha inoltre elogiato gli sforzi della first lady Melania Trump per favorire il ritorno alle proprie famiglie di bambini russi e ucraini coinvolti nel conflitto.

Putin: “Nessun piano aggressivo contro l’Europa”

Durante la conversazione Putin ha anche ribadito, secondo quanto riferito da Ushakov, che la Russia non avrebbe piani aggressivi nei confronti dell’Europa.

Il presidente russo ha sostenuto che le ricostruzioni sulla presunta intenzione di Mosca di attaccare Paesi europei siano prive di fondamento. Secondo il Cremlino, Putin ha inoltre affermato che quelli che definisce “miti sulla minaccia russa” vengono utilizzati per giustificare l’aumento del sostegno europeo all’Ucraina e della spesa militare.

Dalla telefonata non è emerso un accordo concreto per porre fine alla guerra. Washington e Mosca hanno però concordato di mantenere aperto il contatto e proseguire gli sforzi diplomatici.

All’Ellipse Trump: “L’Iran non avrà un’arma nucleare”

Nel corso della giornata Trump ha poi partecipato alla cerimonia “Steel Across America”, dove ha affrontato anche il dossier iraniano. Il presidente ha ribadito la posizione della sua amministrazione sul programma nucleare di Teheran, affermando ancora una volta che “l’Iran non avrà un’arma nucleare”. La dichiarazione si inserisce nella linea mantenuta da Trump sul programma nucleare iraniano e sulla necessità, secondo Washington, di impedire a Teheran di dotarsi di un’arma atomica.

Il tributo alle vittime dell’11 settembre

A tre giorni dal 25° anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001, Trump ha dedicato quindi l’intervento all’Ellipse alla memoria delle vittime e al sacrificio dei soccorritori. Il presidente ha ricordato le quasi 3000 persone uccise negli attacchi contro il World Trade Center, il Pentagono e sul volo 93, rendendo omaggio ai vigili del fuoco, agli agenti di polizia, ai soccorritori e al personale militare intervenuti dopo gli attentati.

Al centro della cerimonia la grande trave d’acciaio recuperata dalle macerie della Torre Sud del World Trade Center e trasportata negli Stati Uniti nell’ambito dell’iniziativa “Steel Across America”, promossa dalla Tunnel to Towers Foundation. La struttura è lunga 21 piedi, circa 6,4 metri, e pesa circa 16.900 libbre, oltre 7,6 tonnellate.

Alla cerimonia hanno partecipato numerosi soccorritori provenienti da New York, Washington e dalla Pennsylvania, insieme al personale delle forze armate. Trump ha ricordato il ruolo di quegli uomini e quelle donne nel soccorso alle vittime e nella risposta agli attentati, ribadendo il valore della memoria a 25 anni da quella giornata. A tre giorni dall’anniversario, la trave della Torre Sud portata all’Ellipse è diventata così il simbolo scelto per riportare al centro della memoria nazionale la distruzione provocata dagli attentati e il sacrificio di chi, quel giorno, entrò nelle Torri, al Pentagono e sui luoghi dello schianto del volo 93 per salvare altre vite.

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