L’ITALIA CERCA SOLUZIONI FUORI MA SPRECA DENTRO

di Luigi Cignoni, Direttore, scrittore e professore di letteratura

In Italia possiamo ridurre fino al 40% dei consumi energetici senza produrre un solo chilowatt in più. Non è una proiezione teorica, ma una possibilità immediata legata all’efficienza degli edifici: sistemi avanzati di gestione, basati su intelligenza artificiale e monitoraggio in tempo reale, consentono già oggi di risparmiare fino a 700 euro l’anno per unità abitativa, con un impatto complessivo che può superare i 25 miliardi di euro all’anno, su scala nazionale, tanto quanto una Finanziaria. È questo il dato che cambia completamente il paradigma della transizione perché la vera partita non è solo generare energia, ma governarne l’utilizzo. Oggi il fabbisogno termico nazionale supera i 600 TWh, il doppio di quello elettrico, e rappresenta il principale margine di intervento immediato.

OMNIA DA 24 ANNI CON UN OBIETTIVO IN TESTA: CAMBIARE PARADIGMA ENERGIA
A dirlo è l’Amministratore Delegato di Omnia Energia Spa, l’Ingegnere Vincenzo D’Agostino, intervenuto stamani (giovedì 23 aprile) nell’Aula Magna dell’Università della Calabria nell’ambito del Simposio internazionale ECOPÌA – ECO Partnership for Interdisciplinary Action: un contesto accademico e scientifico che incrocia saperi e visioni sulla sostenibilità e che, per la storica azienda calabrese, prossima a festeggiare i suoi primi 24 anni di attività, rappresenta anche una sfida identitaria. Sono stato – ha detto – uno dei primi laureati dell’Unical. E quando mi si prospettò un importante avanzamento di carriera altrove, all’estero, decisi di lasciare l’Enel e di restare per investire nella mia terra, fondando con 10 mila euro di capitale sociale quella che oggi è una realtà imprenditoriale importante nel Sud Italia. E da allora – ha aggiunto – la nostra missione resta invariata: ridurre concretamente i costi energetici per il cliente finale.

ESPERTI E ISTITUZIONI AL SIMPOSIO INTERNAZIONALE

Al Simposio internazionale ECOPÌA – ECO Partnership for Interdisciplinary Action, sul focus Innovation Policies in Calabria, coordinati da Graziella Bonanno docente DIAm dell’Unical sono intervenuti insieme a D’Agostino, i docenti Maria Carmela Passarelli, DiScAG, Delegata del Rettore all’Innovazione e all’Imprenditorialità; Luigi Aldieri dell’Unisa, coordinatore commissione terza missione SIE; Francesco Aiello, DESF dell’Università della Calabria; Antonio Padovano del DIMEG, Monica Filice, del Progetto COI; Alessandro Zanfino, Presidente di Fincalabra; Albino Carli, Presidente del Consorzio della patata della Sila.

TERMICO VERO GIGANTE INVISIBILE CHE IMPONE CAMBIO RUOLO DELL’UTENTE
Se oggi – ha scandito l’AD di Omnia nel suo intervento che ha catturato l’attenzione ed il plauso di tutti – il dibattito pubblico si concentra sull’energia elettrica è sul fronte termico che si gioca la sfida più rilevante. Il fabbisogno per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria rappresenta la quota più ampia dei consumi nazionali. Intervenire su questo segmento significa incidere direttamente sulla voce più pesante della spesa energetica di famiglie e imprese. Perché la transizione energetica non riguarda solo le fonti, ma il comportamento. Il modello dell’utente passivo lascia spazio a quello del prosumer, capace di gestire e ottimizzare i consumi. È qui che si crea il vero salto competitivo: nella capacità di controllare i flussi energetici in tempo reale.

OMNIA GENIUS, L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CHE NASCE DALLA RICERCA
In questo scenario si inserisce Omnia Genius, il sistema sviluppato da Omnia Energia che integra intelligenza artificiale e building automation per ottimizzare i consumi energetici. Un progetto che affonda, anch’esso, le proprie radici anche nella ricerca universitaria e nelle collaborazioni con l’Università della Calabria. Il sistema analizza i dati, apprende le abitudini di utilizzo e regola automaticamente gli impianti, trasformando l’energia da costo rigido a variabile governabile.

PRIMA EFFICIENZA, POI PRODUZIONE: ECCO LA NUOVA DIREZIONE
La direzione è ormai chiara anche a livello europeo: prima ridurre i consumi, poi aumentare la produzione da fonti rinnovabili. È il principio del First Energy Efficiency, destinato a guidare le politiche energetiche dei prossimi anni, spostando il baricentro dalla quantità di energia prodotta alla qualità del suo utilizzo.

D’AGOSTINO: LA TRANSIZIONE È UNA QUESTIONE DI CULTURA
Per anni abbiamo concentrato l’attenzione sulla produzione – conclude D’Agostino – ma la vera sfida è imparare a utilizzare meglio l’energia che già abbiamo. La transizione energetica non è solo tecnologica, è prima di tutto culturale. Ed è su questo terreno che si decide la capacità dei territori di essere davvero sostenibili.

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