Hong Kong: assalto all’agenzia di stampa cinese Xinhua

di Stefano Scibilia corrispondente dalla Casa Bianca

HONG KONG (CINA) – Nuovi disordini a Hong Kong.

A placare le proteste non รจ servito nemmeno ritirare, da parte della Governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, il contestato emendamento alla legge sulle estradizioni in Cina, che prevedeva l’estradizione forzata anche solo di sospettati di alcuni reati in Cina per essere processati dai tribunali cinesi.

Gli scontri tra attivisti e polizia anti-sommossa si sono moltiplicati per tutto il sabato nella zona di Causeway Bay, l’area dello shopping: tra molotov, lacrimogeni, cannoni ad acqua, spray al peperoncino e barricate, migliaia di persone sfidano il divieto a manifestare e a indossare le maschere nere.

Presa di mira l’agenzia di stampa di Pechino

Atti di vandalismo si sono verificati contro attivitร  commerciali riconducibili alla Cina.
Per la prima volta รจ stato attaccato l’ufficio della Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale di Pechino. dove sono state danneggiate porte e finestre.

I manifestanti avevano iniziato a riunirsi sabato mattina, pacificamente, per il 22ยฐ fine settimana consecutivo di proteste, ma senza il permesso della polizia.

“Nessuno vuole vedere questa violenza“, spiega una ragazza mascherata.
“Ma chi ci costringe a uscire e a protestare? รˆ il nostro cosiddetto Grande Capo cinese. Ecco perchรฉ sono qui oggi. E spero che la gente di Hong Kong non dimentichi la loro causa. A giugno รจ stato tutto cosรฌ pacifico, cosรฌ idealistico, nel nostro modo di esprimere le nostre richieste. Cinque richieste. Nemmeno una in meno. Ma a quanto pare non basta“.

Da cinque mesi Hong Kong รจ travolta dalle proteste di piazza contro l’ingerenza di Pechino nell’autonomia anche giudiziaria dell’ex protettorato inglese.
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