È partita, con un volo per la Svezia, lunedì pomeriggio. Ha lasciato l’ospedale insieme alla madre, contro il volere dei medici, decisa a mettersi tutto alle spalle. Ma anche a tornare in Italia, quando sarà il momento. «Voglio avere giustizia», ha detto prima di andare verso l’aeroporto. A settembre, quando l’aereo l’aveva portata in direzione opposta, dalla Svezia a Milano, la ventiduenne svedese sognava un lavoro da top model. Mai avrebbe pensato di finire segregata per sei mesi in un appartamento di Cinisello Balsamo, violentata e picchiata da un uomo di quarantun anni, originario di Grosseto, Claudio Rossetto.
SABATO 7 NOVEMBRE MELISSA ACCOGLIE 80 RAPPRESENTANTI DELLE CONFRATERNITE CALABRESI E ITALIANE
di Luigi Cignoni, Direttore, scrittore e professore di letteratura