“La novitร normativa annunciata ieri dal ministro Lamorgese in tema di contrasto allo spaccio di stupefacenti รจ assolutamente necessaria, e dunque non solo accogliamo con grande favore una proposta che come Fsp invocavamo da tempo, ma speriamo che essa giunga in tempi brevissimi. Si tratterebbe, in veritร , di un primo passo verso il perseguimento di una coerenza e di una concretezza di cui il sistema sicurezza e giustizia hanno assolutamente bisogno. Perchรฉ allo stato, inutile negarlo, esiste una sorta di corto-circuito favorito da ‘norme-scappatoia’ che di fatto vanificano molto del lavoro svolto con grande abnegazione da migliaia di appartenenti alla Polizia di Stato e a tutte le forze dell’ordine”.
Cosรฌ Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, a proposito di annunciato ieri dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che sta lavorando ad una norma insieme al collega della Giustizia, Alfonso Bonafede, in tema di contrasto allo spaccio di stupefacenti, che preveda il carcere per lo spacciatore recidivo anche in caso di ipotesi di ‘lieve entitร ’.
“La demotivazione citata dal ministro dell’Interno, che affligge il personale in divisa nel vedere lo spacciatore libero all’indomani dell’arresto โ aggiunge Mazzetti -, mentre un poliziotto ancora non ha neppure finito di compilare le relative scartoffie, infatti, deriva da un unico fatto, e cioรจ vedere sfumare la finalitร di sicurezza, legalitร e giustizia per cui si fa questo lavoro. Lo spacciatore di strada รจ definito a torto ‘piccolo’, o il reato che commette ‘di lieve entitร ’, perchรฉ egli rappresenta sempre e comunque il tramite finale fra chi gestisce il narcotraffico e l’utenza, ed รจ colui che consente la drammatica capillare diffusione degli stupefacenti sul territorio. Che spesso proprio questo tipo di criminali non venga concretamente messo in condizione di non nuocere, nรฉ venga realmente e severamente punito sul piano giudiziario, รจ solo uno dei tanti casi di incoerenza di un sistema che, non riuscendo a garantire la certezza della pena, nรฉ a dare seguito all’attivitร che lo Stato con le sue leggi richiede alle Forze di Polizia, manifesta tutta la propria debolezza”.
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di Luigi Cignoni, Direttore