Ha preso avvio oggi presso il Palazzo Medici Riccardi di Firenze il Seminario Internazionale di Studi Europei dal titolo “Un’Europa svuotata ed invecchiata. Di quali opportunità lavorative hanno bisogno i giovani per evitare di abbandonare i villaggi?”, promosso dal Movimento Cristiano Lavoratori sul tema delle opportunità lavorative per i giovani nell’Europa di oggi, sullo sfondo di un panorama demografico europeo sempre meno ottimista e un evidente svuotamento delle aree interne.
La due giorni è stata aperta dalle parole di Pierandrea Vanni, Presidente di MCL Toscana: “Quest’Europa invecchia tanto in termini demografici quanto in termini di tempestività ed efficacia nelle risposte ai grandi eventi globali. La nostra è un’Europa a diverse velocità e, se è presente una prima velocità differenziata tra Stati, ve n’è un’altra ancora più temibile che riguarda le aree svantaggiate. Il nostro impegno, il nostro contributo di idee e l’azione di sollecito devono essere orientati proprio a portare queste aree interne al livello delle altre, facendo leva sulla promozione di servizi e del lavoro”.
A seguire, il Presidente Generale di MCL Alfonso Luzzi ha aggiunto: “Le aree interne sono le radici del Paese, luoghi depositari delle nostre tradizioni, dei nostri usi e costumi. Per contrastarne la desertificazione, processo che va avanti ormai da anni e che riguarda anche altri in Europa, non possono essere adottate politiche isolate. I giovani resteranno nei piccoli centri solo se vi troveranno quelle condizioni di vivibilità collegate alle opportunità di cui ogni cittadino avrebbe diritto di godere, a prescindere che nasca in una città o in un piccolo paese: in primis servizi e infrastrutture efficienti e moderni, dalla mobilità alla sanità, poi la possibilità di svolgervi lavori qualificati e remunerativi, all’interno di una comunità ove vi sia una vita sociale attiva e di qualità”.
Negli scorsi giorni il CNEL, del quale Consiglio di Presidenza anche il Movimento fa parte, ha approvato un importante disegno di iniziativa legislativa sulle aree interne, al cui interno si è dato ampio spazio a proposte a favore dei giovani. Il compito di spiegare nel dettaglio la natura del DDL è stato affidato a Claudio Risso, Vicepresidente del CNEL: “Le aree interne sono una risorsa strategica, volano di sviluppo da rigenerare necessariamente per garantire l’effettivo esercizio dei diritti di cittadinanza. Non affrontare questi temi significa favorire una condizione di disuguaglianza sostanziale e strutturale, causata da un’evidente distanza dai servizi di base. Intendiamo intervenire in primis con l’istituzione di una clausola sociale per giovani fino a quarant’anni, giovani coppie e famiglie con figli, per cui le amministrazioni statali, regionali e locali possono introdurre criteri di priorità, premialità o riserva nei bandi, negli incentivi e nelle misure di sostegno economico e occupazionale finanziate con risorse nazionali ed europee destinate alle aree interne. E poi, al fine di favorire il ricambio generazionale e il consolidamento delle attività agricole, il DDL prevede l’istituzione di un fondo per l’insediamento dei giovani agricoltori, destinato a sostenere l’avvio e il rafforzamento delle imprese agricole localizzate nelle aree interne e montane”.
Una prospettiva internazionale è stata offerta da Luis Pedro Mota Soares, già Ministro del Lavoro in Portogallo: “Negli ultimi 20 anni abbiamo perso il 20% della nostra produttività rispetto agli USA, eppure lavoriamo molto e abbiamo un livello culturale altissimo. Quali le possibili ragioni? Lo sviluppo tecnologico, di cui l’AI rappresenta la nuova frontiera, è sempre stato nelle mani degli USA ed è dunque opportuno oggi avanzare, anche a livello educativo, verso una maggiore consapevolezza del futuro del lavoro. Anche il tema dei salari bassi è responsabile di questo quadro: i giovani avvertono il bisogno di vita sociale e culturale, intendono perfezionare le proprie competenze professionali, ma provare anche a guadagnare di più. Non possiamo pensare che i giovani vadano o rimangano nelle aree più interne se non collegati e se non posti nelle giuste condizioni. La tradizione e la vicinanza al proprio territorio d’appartenenza non bastano più, occorre investire sulla connettività e sullo sviluppo delle nostre città”.
Nella giornata di domani, i lavori proseguiranno presso l’Hotel Adriatico alla presenza di importanti figure attive negli ambiti dell’economia, della demografia e del lavoro. Tra questi, l’economista e professore emerito di Economia Regionale Lanfranco Senn e la sociologa Delfina Licata (Fondazione Migrantes), curatrice del Rapporto “Italiani nel mondo” affronteranno le sfide dell’espansione urbana e dello spopolamento delle aree rurali e l’analisi delle cause e dinamiche sociali che spingono i giovani italiani a lasciare il Paese.
DA TROPEA SCATTA LA SVOLTA BLU
di Luigi Cignoni, Direttore
