Srebrenica, l’UCOII alle commemorazioni del genocidio

di Luigi Cignoni, Direttore

Sarajevo/Potocari, 11 luglio 2026 – In occasione della Giornata internazionale di
riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica, una delegazione
dell’UCOII, guidata dal Presidente dott. Yassine Baradai, ha preso parte in Bosnia
ed Erzegovina a un percorso istituzionale, religioso e memoriale dedicato alle
vittime del genocidio del 1995 e alla responsabilità di custodirne la memoria.
La presenza dell’UCOII a Sarajevo e Potocari esprime la vicinanza delle comunità
islamiche italiane alle famiglie delle vittime, ai sopravvissuti, al popolo bosniaco e
alle istituzioni impegnate nella difesa della verita’ storica contro ogni forma di nega
zionismo.
Nel corso della missione, il Presidente UCOII ha incontrato l’Ambasciata d’Italia e i
responsabili della Facoltà di Studi Islamici di Sarajevo, ribadendo il valore
educativo della memoria e l’importanza di un dialogo istituzionale, accademico e
religioso capace di parlare alle nuove generazioni.
Particolarmente significativo e’ stato l’incontro con Nana Fata Orlovic, avvenuto nel
tragitto verso Srebrenica insieme al Gran Mufti emerito di Bosnia ed Erzegovina
Mustafa Ceric. Sopravvissuta alla guerra e vedova del genocidio, Nana Fata è
divenuta simbolo di una giustizia cercata con fermezza, pazienza e dignità. La sua
lunga battaglia nonviolenta per il riconoscimento del diritto alla propria casa e alla
propria terra ricorda all’Europa che la memoria non è mai astratta: vive nei volti,
nelle ferite, nelle case violate e nella dignità di chi non rinuncia alla verità.
Il Presidente Baradai, sempre accompagnato dal Gran Mufti emerito Mustafa Ceric,
si e’ poi recato presso la sede della Mashyakha, dove ha incontrato i mufti della
Bosnia ed Erzegovina, i rappresentanti religiosi dei bosgnacchi fuori dalla Bosnia, il
Reis-ul-ulema Husein ef. Kavazovic e membri del direttivo della Mashyakha.
Da li’ ha raggiunto la sede della commemorazione religiosa insieme al convoglio
scortato della Mashyakha, prendendo posto per la preghiera del Dhuhr e per la
Janaza dei defunti del genocidio accanto allo stato maggiore civile e religioso del
Paese, alle famiglie delle vittime, ai rappresentanti della Comunità Islamica di
Bosnia ed Erzegovina, ad altre comunità islamiche europee e al mondo diplomatico
islamico. Tra le personalità presenti anche Bakir Izetbegovic, presidente del Partito
di Azione Democratica (SDA) e già membro bosgnacco della Presidenza della
Bosnia ed Erzegovina.
La delegazione ha inoltre seguito le attività del Memorial Center e del Media
Center, riconoscendo il ruolo essenziale delle istituzioni della memoria, della
documentazione e della comunicazione pubblica nel contrasto al revisionismo e
nella trasmissione della verità storica.
L’UCOII ricorda il legame profondo maturato con il popolo bosniaco durante gli
anni della guerra, quando le comunità islamiche italiane si mobilitarono per portare
aiuto umanitario, sostenere corridoi di solidarietà e accogliere rifugiati e profughi in
fuga dal conflitto. Un legame che oggi si rinnova nella responsabilità della memoria
e nell’impegno comune per la dignità umana.
«Srebrenica non è soltanto una tragedia bosniaca o musulmana. E’ una ferita
europea e una responsabilità educativa per tutti», dichiara il Presidente UCOII
Yassine Baradai. «Essere qui significa ascoltare il dolore delle famiglie, onorare i
martiri, respingere il negazionismo e trasformare la memoria in coscienza civile».
«L’incontro con Nana Fata Orlovic ci ricorda che la giustizia può essere cercata
senza vendetta, la verità difesa senza odio, la dignità custodita senza rinunciare alla
convivenza. Questa e’ una lezione che parla anche all’Italia e all’Europa», prosegue
Baradai.
Per l’UCOII, ricordare Srebrenica significa assumere un impegno permanente:
portare questa memoria nelle comunità islamiche italiane, nelle scuole, nelle
università e nei luoghi del dialogo interreligioso e civile.
«Il negazionismo dei genocidi, l’islamofobia, l’antisemitismo e ogni forma di
razzismo nascono dalla stessa radice: la disumanizzazione dell’altro», conclude
Baradai. «Per questo custodire la memoria di Srebrenica significa difendere la
dignità umana, la convivenza democratica e il futuro delle nuove generazioni».
UCOII – Unione delle Comunità Islamiche d’Italia Presidenza nazionale Sito:
ucoii.org Comunicazione: ufficiostampa@ucoii.or

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