MARCIANA (ISOLA D’ELBA) – C’è una differenza sostanziale tra restare su un’isola ed essere messi nelle condizioni di scegliere di restarvi.
È forse da questa distinzione che vale la pena osservare l’EU Local Dialogue “La libertà di restare: fare delle isole europee luoghi in cui vivere, lavorare e costruire il proprio futuro”, in programma lunedì 31 agosto, dalle 18.30 alle 19.30, alla Fortezza Pisana di Marciana.
L’iniziativa, promossa da Luca Menesini, Presidente del Gruppo PSE al Comitato europeo delle Regioni e Presidente del Consiglio comunale di Capannori, è organizzata in collaborazione con il Comitato europeo delle Regioni, la Provincia di Livorno, il Comune di Marciana e SGI Europe.
Attorno allo stesso tavolo si incontreranno rappresentanti istituzionali dell’Elba e della Corsica per confrontarsi su alcuni dei problemi che più direttamente incidono sulla quotidianità delle comunità insulari: connettività, casa, sanità, istruzione, lavoro, cambiamento demografico e resilienza climatica.
Dalla Strategia alla vita quotidiana
Il confronto arriva poche settimane dopo l’adozione, il 10 giugno 2026, della nuova Strategia dell’Unione europea per le isole, articolata attorno a quattro grandi ambiti: sviluppo economico e connettività; transizione energetica e resilienza climatica; comunità e qualità della vita; sicurezza e preparazione alle crisi.
Accanto alla Strategia, l’incontro di Marciana porterà al centro della discussione il tema della libertà di restare.
Ed è proprio su queste parole che vale la pena soffermarsi.
La libertà di restare non dovrebbe significare convincere gli isolani a non partire.
Dovrebbe significare creare le condizioni affinché restare, partire o tornare siano realmente delle scelte.
Un giovane deve essere libero di lasciare un’isola per studiare, lavorare, conoscere il mondo o semplicemente costruire altrove la propria vita. Ma quella partenza assume un significato completamente diverso quando non nasce da una scelta, bensì dall’impossibilità di trovare sull’isola servizi, casa, assistenza sanitaria, formazione, lavoro o collegamenti adeguati.
La questione, quindi, non è soltanto demografica.
È una questione di libertà individuale ed equità territoriale.
Elba e Corsica: due isole, due Stati, molte domande comuni
C’è poi un secondo elemento che rende particolarmente interessante l’appuntamento di Marciana: la presenza nello stesso confronto di Elba e Corsica.
Due isole appartenenti a due Stati diversi, con dimensioni, istituzioni e caratteristiche differenti.
Eppure molte delle domande sono le stesse.
Come garantire collegamenti affidabili? Come assicurare servizi sanitari adeguati? Come consentire ai giovani di formarsi senza trasformare necessariamente lo studio in un viaggio di sola andata? Come affrontare il costo e la disponibilità delle abitazioni? Come costruire economie capaci di andare oltre la stagionalità? Come preparare territori naturalmente più vulnerabili alle emergenze?
L’insularità, in fondo, attraversa i confini nazionali.
Ed è proprio per questo che una Strategia europea può avere senso: non per cancellare le differenze tra le isole, ma per riconoscere problemi strutturali che territori molto diversi possono condividere.
La prova sarà nei territori
Ad aprire l’incontro sarà il sindaco di Marciana Simone Barbi.
Interverranno Marie-Antoinette Maupertuis, Presidente del Consiglio Regionale della Corsica e Presidente del gruppo European Alliance al Comitato delle Regioni; Luca Menesini; Valeria Ronzitti, Segretaria Generale di SGI Europe e promotrice della Coalition for the Freedom to Stay; Nicola Perini, Presidente di Publiacqua e Presidente di Confservizi Cispel Toscana; e Maria Ida Bessi, Sindaca di Capraia Isola.
Le conclusioni saranno affidate a Sandra Scarpellini, Presidente della Provincia di Livorno. Modererà l’incontro la giornalista de La Nazione Valerie Pizzera.
L’evento sarà aperto alla cittadinanza.
Ma al di là del programma e dei partecipanti, Marciana può rappresentare soprattutto un piccolo banco di prova del rapporto tra Europa e territori.
Perché una Strategia europea per le isole acquista significato quando i suoi principi possono essere tradotti nella quotidianità: nel traghetto che parte, nel medico che è disponibile, nella scuola che rimane aperta, nella casa che si può permettere, nella connessione che funziona, nel lavoro che permette di progettare il futuro.
È lì che la “libertà di restare” smette di essere un’espressione istituzionale e diventa qualcosa di molto concreto.
La libertà di scegliere.
Redazione ItalyNews.it