Dopo le tappe di Vicenza e Torino, la storica rivista britannica The Guardian torna a esplorare l’Italia meno battuta affidandosi alla ricerca di Unexpected Italy, la startup travel-tech fondata da Elisabetta Faggiana e Savio Losito. Al centro del reportage firmato da Liz Boulter c’è la provincia di Barletta-Andria-Trani, lontana dai circuiti affollati del turismo internazionale. Il racconto della testata inglese celebra una costellazione di artigiani, botteghe e piccoli ristoratori locali definiti “Ribelli con le Radici” per la loro capacità di innovare le tradizioni
Il Guardian torna a raccontare l’Italia meno battuta. Dopo aver scelto la startup italiana Unexpected Italy per accompagnare i propri lettori alla scoperta di Vicenza e, successivamente, di Torino attraverso le sue realtà gastronomiche locali, la testata britannica guarda nuovamente all’Italia meno conosciuta e questa volta arriva in Puglia.
La destinazione scelta è la BAT, provincia di Barletta-Andria-Trani, un territorio che, nonostante si trovi in una delle regioni italiane più amate dai viaggiatori internazionali, rimane molto più lontano dai principali circuiti turistici rispetto a destinazioni come il Gargano, il Salento o la Valle d’Itria. Ed è proprio questo il suo punto di forza.
La startup, fondata da Elisabetta Faggiana (originaria di Vicenza) e Savio Losito (di Barletta), seleziona e racconta realtà indipendenti attraverso un processo di ricerca che prende in considerazione il rapporto che ogni realtà ha con il proprio territorio. Dal ristorante all’artigiano, dalla struttura ricettiva al produttore agricolo, il punto di partenza è sempre lo stesso: conoscere chi c’è dietro un luogo prima ancora di consigliarlo. Chi produce, come lavora, da dove arrivano le materie prime, qual è il rapporto con la comunità, quale tradizione, mestiere o cultura sta contribuendo a mantenere viva.
Il viaggio raccontato dal The Guardian (che è stato registrato in App e dunque può essere replicato dai viaggiatori interessati) non trascura gli attrattori principali della provincia: dal Castello Svevo di Barletta, testimonianza della presenza federiciana in città, alla Pinacoteca Giuseppe De Nittis, fino al vivace mercato di Barletta. E arriva anche alla maestosa cattedrale di Trani, dove il viaggio inizia di primo mattino al porto, aspettando il rientro dei pescatori dal mare.
Tra gli scenari più caratteristici della BAT ci sono anche le Saline di Margherita di Savoia: 4.500 ettari di vasche dove acqua, sole e vento danno vita da secoli alla produzione del sale, creando al tempo stesso un ecosistema unico popolato da migliaia di fenicotteri rosa.
Ma il viaggio nella BAT porta anche alla scoperta di attrattori meno noti, ma non per questo meno sorprendenti. Per gli appassionati di archeologia, Canosa di Puglia è una tappa imperdibile: l’antica Canusium conserva un patrimonio archeologico straordinario, con necropoli, aree monumentali, reperti e una fitta rete di ipogei scavati nel tufo.
“Ma è andando oltre gli attrattori che emerge il carattere più identitario della BAT”, commentano i founder della startup travel tech Unexpected Italy Elisabetta Faggiana e Savio Losito. “L’articolo mette infatti in luce una costellazione di realtà indipendenti, artigiani, artisti, agricoltori, ristoratori, albergatori e imprenditori locali che ogni giorno contribuiscono a mantenere viva l’identità della provincia. Sono quelli che Unexpected Italy chiama “Ribelli con le Radici”: persone che scelgono di investire nel proprio territorio, custodirne saperi e tradizioni e, allo stesso tempo, innovare senza perdere il legame con le proprie origini.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – UNEXPECTED ITALY
È nata a Londra, ma ha il cuore in Italia la startup Unexpected Italy, progetto travel tech fondato da Elisabetta Faggiana e Savio Losito, lei di Arzignano (VI) e lui di Barletta, premiato anche alle Nazioni Unite per il suo approccio etico e innovativo al turismo. Oggi l’app, descritta dal The Guardian come “una bussola per viaggiatori consapevoli”, è attiva in 18 territori italiani, tra cui Venezia, Roma, Genova, Torino, Padova, Vicenza e la Valle d’Itria, e si propone come un antidoto alle trappole del turismo di massa.
L’idea alla base è semplice ma rivoluzionaria: mappare luoghi autentici, incontrare personalmente artigiani, osti, produttori e piccoli albergatori, ed entrare in contatto con quelle realtà che ancora oggi resistono all’omologazione. La loro app funziona come una “Lonely Planet 3.0”, geolocalizzata e targetizzata, in grado di suggerire itinerari costruiti su misura, con l’obiettivo di far sentire il viaggiatore parte della comunità locale. Unexpected Italy contrasta l’overtourism abbandonando le recensioni di massa e gli algoritmi: la startup adotta un “sistema della fiducia” curato da oltre 500 esperti locali verificati, tra artigiani, chef e agricoltori. Sono gli stessi professionisti del territorio a selezionare e raccomandare micro-realtà etiche e autentiche, preservando l’Italia nascosta dall’omologazione.
Premiata con il Roma Startup Award per l’originalità della proposta e la capacità di creare valore per il territorio, la piattaforma ha raccolto l’attenzione anche dei media internazionali: The Guardian ha dedicato articoli approfonditi all’iniziativa, in particolare per l’analisi del territorio vicentino e torinese, e stanno diventando un punto di riferimento importante per media e giornalisti internazionali.
Il lavoro di mappatura, condotto in prima persona dai due founder, ha permesso di costruire una rete selettiva e dinamica di migliaia di luoghi autentici, molti dei quali impossibili da trovare sui canali turistici convenzionali. In città come Roma e Venezia, dove secondo recenti studi oltre il 70% dei turisti finisce in trappole commerciali, Unexpected Italy propone alternative concrete: ristoranti veri, botteghe vive, quartieri ancora abitati. Unexpected Italy parte dal presupposto che il turismo, per essere sostenibile, debba tornare a essere relazione e trasformazione. Il loro “algoritmo relazionale” non si basa su tendenze, ma su passioni e affinità, con alcune destinazioni suggerite solo a chi dimostra attenzione e rispetto. “Non tutti i luoghi sono per tutti,” spiegano. “La nostra missione non è portare tutti negli stessi posti, ma far incontrare le persone giuste con i luoghi giusti.” Un’idea di viaggio che non consuma, ma cura. E che dell’Italia restituisce finalmente l’anima.
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Le realtà incontrate dal The Guardian
BARLETTA
Pasticceria Mosè
Una storica pasticceria cittadina dove tradizione familiare, ricerca sulle materie prime e innovazione convivono, con un forte legame con il territorio pugliese.
Pizzeria Portento
Una pizzeria che racconta la cultura gastronomica locale attraverso una pizza contemporanea costruita a partire da ingredienti e produzioni del territorio.
Antica Dimora B&B
Una piccola struttura ricettiva che permette di vivere Barletta attraverso l’atmosfera e l’architettura del suo centro storico con una colazione che celebra i prodotti locali.
Paolo Desario – Scultore
Artigianato e arte contemporanea si incontrano nel lavoro dello scultore barlettano Paolo Desario, espressione di una creatività profondamente legata al territorio in un laboratorio che nasconde al piano interrato una interessante galleria d’arte che percorre l’evoluzione dello scultore negli anni.
Giacomo Borgiac – Artista
Artista barlettano che dal 1995 porta la pittura murale negli spazi della città, con opere che dialogano con i luoghi e con la loro storia. Ma il suo lavoro non si ferma ai muri: nel suo laboratorio conduce anche percorsi e attività artistiche con bambini e adulti, invitandoli a scoprire il potere della propria creatività.
ANDRIA
Caseificio Olanda
Una realtà casearia dove il sapere artigianale e la produzione locale diventano un modo per conoscere la cultura gastronomica dell’Alta Murgia con una degustazione di mozzarelle appena fatte che fanno riscoprire il vero sapore di questo latticino.
Frantoio Muraglia
Storica realtà familiare pugliese che da generazioni produce olio extravergine di oliva, unendo tradizione, cura della materia prima e una forte capacità di innovare anche nel modo di raccontare il prodotto.
Il Turacciolo
Un luogo dedicato alla cucina e alla convivialità in centro ad Andria che interpreta il territorio attraverso prodotti, ricette e cultura gastronomica locale.
CERIGNOLA
U’Vulesce
Un ristorante con gastronomia che racconta il legame tra produzione, territorio e biodiversità della campagna e del mare pugliese.
MINERVINO MURGE
Masseria Barbera
Una vera masseria pugliese immersa nel paesaggio rurale dell’Alta Murgia, dove ospitalità, agricoltura e cultura del territorio si incontrano grazie alla famiglia Barbera.
Cantina Morasinsi
Una cantina che esprime attraverso il vino il carattere del territorio e il rapporto tra viticoltura, paesaggio e identità locale. Architettura contemporanea che si integra perfettamente nel territorio dell’Alta Murgia, food forest dove si capisce ulteriormente il rispetto del terreno e vini identitari che raccontano un territorio unico.
A Sud dell’Anima
Un progetto di ristorazione contemporanea che mette al centro il territorio, le sue produzioni e il rapporto con una comunità rurale ancora profondamente legata alle proprie radici.
CANOSA DI PUGLIA
Gelateria Scoop
Una gelateria artigianale che interpreta il gelato attraverso la ricerca sulle materie prime e il rapporto con le produzioni del territorio. Tra i prodotti di punta oltre al gelato lo spumone.
Sabino Leone
Azienda agricola e olearia che coltiva i propri uliveti e produce extravergine di alta qualità, seguendo con cura ogni fase della filiera, dalla raccolta alla molitura e all’estrazione a freddo. Una realtà che ha fatto della passione per la terra e della qualità dell’olio il centro della propria identità.
MONTEGROSSO
Lama di Luna
Una realtà rurale immersa nel paesaggio dell’Alta Murgia, dove agricoltura, ospitalità e sostenibilità si incontrano in un progetto fortemente legato al territorio.
4 Cycling and Trek!
Un modo diverso di esplorare la Murgia, pedalando tra boschi, cave di bauxite e paesaggi rurali. Un’esperienza in bicicletta che permette di attraversare il territorio lentamente e scoprirne angoli e paesaggi difficilmente accessibili seguendo i percorsi più convenzionali.