Alessandro Anderloni, attore, autore e regista, dopo il successo dell’incontro di gennaio torna protagonista al Caffè Dante Bistrot di Verona, in Piazza dei Signori 2, con “Nacque al mondo un sole. Il San Francesco di Dante”, monologo sul canto XI del Paradiso, nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026). L’appuntamento è per giovedì 12 novembre 2026, alle ore 18.00, nell’ambito di Aperitivi d’Autore, il format che unisce cultura e convivialità nel caffè più antico della città.
“Visto l’entusiasmo del pubblico per la serata dello scorso gennaio, abbiamo chiesto ad Alessandro Anderloni di tornare, e lui ci ha proposto questo monologo: ci è sembrato l’evento perfetto per la nostra rassegna e per celebrare una figura straordinaria come San Francesco in questo anno speciale”, dichiarano Chiara Castagnini e Sabrina Bergamasco, titolari del Caffè Dante Bistrot.
Il monologo
“Nacque al mondo un sole”: con questo verso, nel Cielo del Sole, San Tommaso d’Aquino presenta a Dante la figura di San Francesco. Il sole sorge nella città di Assisi, che il teologo domenicano invita a chiamare Oriente: Francesco è il sol oriens, il sole nascente che otto secoli fa con il suo coraggio e la sua fede nuova ha scosso la Cristianità e il mondo intero.
Nel canto XI del Paradiso Dante compone la più celebre biografia in versi del Poverello. C’è il giovane che si spoglia delle ricchezze del padre per sposare Madonna Povertà, la donna rimasta sola e disprezzata da tutti per oltre mille anni dopo Cristo. Ci sono i primi frati che lo seguono scalzi, cinti di una corda. C’è il fondatore che presenta la Regola davanti a due papi, il missionario che per “la sete del martiro” si spinge fino al sultano d’Egitto, il santo che alla Verna riceve le stimmate e muore nel grembo della sua Povertà, affidandola ai suoi frati. Endecasillabi tra i più famosi della Divina Commedia, che intrecciano la vita del Santo con la storia e il destino della Chiesa.
Alessandro Anderloni colloca San Francesco dentro la grande architettura della Commedia, ripercorrendo la cosmologia dantesca e le tappe del viaggio ultraterreno. Con una narrazione immediata e vivace consegna al pubblico le chiavi per comprendere il testo, i suoi simboli e le sue allegorie. Poi la parola passa a Dante e il monologo si chiude con la dizione a memoria dell’intero canto XI, in cui il ritmo e la vastità della lingua dantesca catturano gli spettatori.
Frutto di un lavoro pluridecennale sulla Divina Commedia, il monologo unisce rigore e accessibilità e parla con la stessa efficacia a studiosi e appassionati come a chi si avvicina a Dante per la prima volta. Ascoltarlo nel caffè che porta il nome del poeta, a pochi passi dal monumento a Dante di Piazza dei Signori, significa restituire la sua parola alla città che lo accolse in esilio e che ancora oggi ne custodisce la memoria.
Alessandro Anderloni
Attore, autore e regista, Alessandro Anderloni da oltre trent’anni è una delle figure più autorevoli del teatro di narrazione italiano. La Divina Commedia rappresenta uno dei nuclei centrali del suo lavoro: Anderloni interpreta da anni Dante in forma scenica, dicendo a memoria oltre trenta canti e portandoli in teatri, piazze, scuole, università e contesti non convenzionali.
Ha scritto e messo in scena numerosi spettacoli ispirati all’opera di Dante, tra cui Dante a Verona, pubblicato anche in volume (Cierre Edizioni), Dantea, La disputa di Dante, Il divino cammino e Cantata di Paradiso. È stato invitato a “dire Dante” in contesti accademici di alto profilo ed è ideatore e direttore del progetto Dante Settecento: Verona onora Dante, realizzato nel 2021 per il VII centenario della morte del poeta.