Il “salotto buono” vuole stare aperto

di Luigi Cignoni, Direttore

Grosseto – Da sotto i portici di piazza Dante, quell’angolo di degrado cittadino che dovrebbe essere il salotto buono di Grosseto, arrivano le “voci contro” ai 450 firmatari per la chiusura domenicale. E fra queste voci ce n’è anche una che quel documento l’ha firmato. E ora ci ripensa.
Dopo Sara Gherardini, di Swaroski, ecco Enrico Monami, della Pelletteria omonima e Patrizia Fabbri, che ha una tabaccheria sotto ai portici. «Ho firmato – ci dice Patrizia – perché avevo capito che c’era il rischio di chiudere in centro mentre l’Aurelia Vecchia, che pure ci ha fatto perdere clientela, era aperto. Nel qual caso ero per il male minore, cioè chiusi anche loro. Ma io la domenica, in centro, non voglio chiudere. Anzi! Voglio aprire. E voglio essere io a decidere quando, non un’associazione o un politico, o i miei colleghi. Ho rischiato i miei soldi e so bene io quando è giusto alzare la saracinesca».

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