Orari differenziati d’ingresso e d’uscita per uffici pubblici, industrie e aziende. Sarebbe questa una dell’ipotesi a cui starebbe lavorando il governo in vista del 3 maggio, secondo quanto confermano diverse fonti all’ANSA. L’ipotesi sarebbe strettamente collegata ad un altro dei nodi centrali sui quali starebbe lavorando anche la task force guidata da Vittorio Colao: la riorganizzazione dei trasporti pubblici. Prevedere ingressi e uscite ‘scaglionate’ consentirebbe infatti di alleggerire la pressione sui trasporti, che saranno comunque soggetti a regole.
ย I prefetti potranno chiedere la collaborazione delle Asl ed avvalersi degli Ispettori del lavoro per controllare l’osservanza delle precauzioni “dettate per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e la sussistenza di adeguati livelli di protezione dei lavoratori”. Lo indica la circolare firmata dal capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, Matteo Piantedosi, in seguito all’entrata in vigore del decreto Conte del 10 aprile scorso che contiene misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus fino al 3 maggio.
La circolare del Viminale ai prefetti diffusa ricorda l’obbligo di rispettare determinate precauzioni nei negozi. In particolare, si legge, la circolare sottolinea che รจ necessario, per gli esercizi commerciali la cui attivitร non รจ sospesa, “assicurare, oltre alla distanza interpersonale di un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali piรน del tempo necessario all’acquisto di beni”.
Fino all’8 aprile le prefetture hanno ricevuto 105.727 comunicazioni di prosecuzione di attivitร da parte delle imprese in seguito al lockdown del Covid-19; per 38.534 รจ in corso l’istruttoria; per 2.296 รจ stato adottato il provvedimento di sospensione. Lo indica una circolare inviata ai prefetti dal capo di Gabinetto del ministero, Matteo Piantedosi, in seguito all’entrata in vigore del decreto Conte del 10 aprile scorso che contiene misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus fino al 3 maggio.
I prefetti accelerino le istruttorie sulle richieste di autorizzazione a proseguire l’attivitร presentate dalle aziende. Lo indica una circolare inviata ai prefetti dal capo di Gabinetto del ministero, Matteo Piantedosi, in seguito all’entrata in vigore del decreto Conte del 10 aprile scorso che contiene misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus fino al 3 maggio.
Il decreto amplia le attivitร consentite rispetto alla precedente normativa. E per una serie di queste (come gli impianti per l’industria dell’aerospazio e della difesa e delle altre attivitร strategiche per l’economia nazionale) il nuovo provvedimento prevede che basti il sistema della “preventiva comunicazione al prefetto”, mentre in precedenza occorreva “il meccanismo dell’autorizzazione”.
Pertanto, per quanto riguarda le richieste di autorizzazione arrivate alle prefetture “non ancora definite o decise negativamente”, la circolare sollecita i prefetti ad accelerare sull’istruttoria “al fine di verificare se le stesse possano considerarsi come comunicazioni legittimamente presentate ai sensi” del nuovo decreto. Infatti, segnala il capo di Gabinetto, “poichรจ le imprese che hanno in precedenza presentato tali richieste potranno ora beneficiare di un immediato avvio dell’attivitร , in attesa degli esiti delle verifiche sottese all’eventuale sospensione”, รจ evidente che i prefetti “dovranno dedicare una particolare attenzione all’esigenza di una celere definizione delle relative istruttorie”.
Altra novitร del decreto รจ che il prefetto possa disporre la sospensione dell’attivitร di un’impresa “sentito il presidente della Regione interessata”. C’รจ dunque l’esigenza che i prefetti del capoluogo di regione “svolgano le opportune interlocuzioni” dirette a garantire “la rispondenza dell’azine amministrativa al’interesse generale e il miglioramento della qualitร dei servizi resi al cittadino”.