Fase 2. Confesercenti: solo 6 imprese su 10 intendono riaprire dal 18 maggio

di Stefano Scibilia

Serrande aperte per 6 imprese su 10, tra negozi, bar e ristoranti, a partire da lunedì 18 maggio. A trattenere le imprese dalla riapertura è soprattutto la paura di lavorare in perdita, ma anche il rebus delle regole di sicurezza e la paura del coronavirus. E’ il quadro che emerge dal sondaggio condotto da Swg per Confesercenti su un campione di imprenditori del commercio al dettaglio e della ristorazione.

Gli imprenditori intenzionati ad aprire lunedì 18 maggio sono il 62%, contro un 27% che ha invece già deciso di rimanere chiuso. Tocca l’11% la percentuale di chi non sa cosa fare e deciderà durante il fine settimana. Tra chi rimarrà sicuramente chiuso, il 68% indica come motivazione la mancata convenienza dell’apertura.

L’insicurezza Ma c’è anche un 13% che comunque continua ad avere timori legati alla sicurezza, anche per la lunga incertezza sulla normativa relativa. Un caso emblematico – si legge nel sondaggio – è quello dei mercati: ogni comune sta provvedendo al proprio protocollo, spesso contrastante con gli altri, gettando nell’incertezza gli imprenditori. La poca chiarezza incide anche per il 13% di operatori che non ha ancora adeguato il locale e/o l’organizzazione del lavoro alle nuove disposizioni.   Le spese da sostenere Un compito sul quale pesano i lavori che dovranno sostenere, tra sanificazione, Dpi per i lavoratori e i clienti: 8 negozi e pubblici esercizi su 10 certificano di non essere riusciti a procurarsi le mascherine a prezzo calmierato.

Il futuro precario Cresce, in generale, la paura di non riuscire a superare la fase difficile: il 36% degli imprenditori teme di chiudere l’attività, ed un ulteriore 41% ritiene di essere a rischio in caso di inattesi prolungamenti dell’emergenza. Entrambi i dati sono in crescita, rispettivamente del 4 e del 6%, in confronto alla rilevazione precedente, condotta lo scorso 14 aprile. Quasi l’82% sono comunque preoccupati per il futuro.

Condizioni “antieconomiche”   “Per le imprese la riapertura è una corsa ad ostacoli e contro il tempo. L’accordo di questa notte tra Conferenza Stato-Regioni e Governo apre uno spiraglio importante, forse decisivo per uscire dall’incertezza che ha caratterizzato il tema delle riaperture fino ad oggi – scrive Confesercenti – più di tutti è pesata la previsione di essere costretti a lavorare in condizioni antieconomiche.

Gli imprenditori temono l’impatto della rigidità delle linee guida sulle attività, e di rimanere schiacciati tra l’aumento dei costi di gestione e il prevedibile calo dei ricavi. Sono preoccupati, inoltre, anche dal tema delle responsabilità legali. Bisogna cambiare passo: servono linee guida applicabili e aiuti economici diretti alle imprese per sostenerle anche in questa delicata fase della ripartenza”.

Questo editoriale ti ha fatto riflettere? Le idee acquistano valore quando vengono condivise. Se ritieni che queste domande meritino una discussione, condividi l'editoriale.

Leggi anche