Trump, ultimatum all’Iran: “Firmi l’accordo o cesserà di esistere”

di Stefano Scibilia

WASHINGTON DC – Donald Trump alza il tono sul dossier iraniano proprio mentre lascia Washington per una missione tra Texas e Oklahoma. Prima di salire a bordo dell’aereo presidenziale, il presidente americano ha risposto alle domande dei giornalisti affrontando diversi dossier internazionali, a partire dai negoziati con Teheran. “Ora devo prendere una decisione: o l’Iran firma l’accordo, oppure questo cesserà di esistere”, ha detto Trump parlando dei colloqui con l’Iran. Una frase che arriva mentre l’amministrazione americana continua a lavorare sul dossier e a valutare i prossimi passi nei rapporti con Teheran.

Trump: “Saranno colpiti duramente”

Tra le domande rivolte al presidente c’è stata anche quella relativa al volo FlyDubai e alla possibilità di una risposta americana nel caso emergessero responsabilità iraniane. “Saranno colpiti duramente. Non preoccupatevi”, ha risposto Trump. Il presidente è stato quindi sollecitato sulla possibilità che fosse già stato informato di un eventuale coinvolgimento dell’Iran. “Direi di sì, in base a quello che sento. Ma ci stiamo lavorando proprio ora”, ha spiegato. Trump ha poi affrontato anche la situazione in Iraq, assicurando che Washington continuerà a sostenere i propri partner. “Non abbandonerò mai i nostri alleati”, ha affermato.

Dal Venezuela al Regno Unito

Nel corso del breve scambio con la stampa prima della partenza, Trump ha parlato anche del Venezuela e delle riserve energetiche americane. “Riempiremo le nostre riserve strategiche nazionali con il petrolio venezuelano”, ha dichiarato il presidente. Un’altra domanda ha riguardato invece la decisione del Regno Unito di rilasciare i sospetti legati alla base militare. Trump ha ammesso di essere rimasto sorpreso dalla scelta britannica. “Ho molto rispetto per Scotland Yard. Penso che sappiano quello che fanno, ma sono rimasto un po’ sorpreso”, ha detto.

Trump valuta una base americana in Polonia

Sul tavolo anche l’ipotesi di una nuova base militare statunitense in Polonia. Il presidente non ha escluso la possibilità, lasciando aperta la porta a un progetto che, se confermato, rafforzerebbe ulteriormente la presenza militare americana nel Paese. “Nutriamo grande rispetto per il presidente polacco, quindi stiamo valutando la questione. E potrebbe concretizzarsi”, ha dichiarato Trump.

Chi accompagna Trump nel viaggio

Il presidente ha lasciato Washington insieme a una delegazione composta da esponenti dell’amministrazione, del Congresso e del suo staff. Tra i passeggeri figurano il segretario al Commercio Howard Lutnick, la chief of staff della Casa Bianca Susie Wiles, i senatori Ted Cruz e James Lankford e i rappresentanti Roger Williams, Pat Fallon, Ronny Jackson, Beth Van Duyne, Jake Ellzey, Brandon Gill e Craig Goldman. Con Trump viaggiano inoltre Steven Cheung, Ross Worthington, Walt Nauta, Chris Ambrosini, Matt Brasseaux, Jeff Freeland, Natalie Harp e Margo Martin.

La giornata di Trump tra Texas e Oklahoma

Il programma presidenziale prevede una prima tappa a Denton, in Texas, dove Trump è atteso nel pomeriggio. Alle 15:05, ora locale, il presidente visiterà la Peterbilt Motors Company. Terminata la visita, Trump raggiungerà Durant, in Oklahoma. Qui, alle 18:00, è in programma un discorso al Choctaw Event Center. La missione proseguirà quindi con il trasferimento a Dallas, in Texas. Dalla città texana il presidente ripartirà alla volta di Washington, con il rientro alla Casa Bianca previsto in serata.