Dalla coltivazione di una pianta alla realizzazione di un prodotto cosmetico, passando per l’estrazione, la formulazione chimica e le analisi microbiologiche. Al Majorana la sinergia tra Agrario e Industriale continua a produrre nuove esperienze di formazione applicata, dimostrando come le risorse dell’azienda agricola scolastica possano diventare materia prima per la ricerca, la sperimentazione e lo sviluppo di competenze professionali. L’ultima esperienza ha portato alla produzione di un gel di Aloe vera, interamente realizzato dagli studenti attraverso una filiera didattica che ha coinvolto due indirizzi, cinque classi e diversi laboratori.
COINVOLTE CINQUE CLASSI DELL’AGRARIO E DELLE BIOTECNOLOGIE SANITARIE
È il risultato del nuovo percorso laboratoriale interdisciplinare realizzato dall’IIS Majorana di Corigliano-Rossano, guidato dal Dirigente scolastico Saverio Madera. Protagonisti gli studenti delle classi Prime A e B dell’Agrario e delle classi Prime A e B e Quarta A dell’indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie Sanitarie dell’Istituto Tecnico Industriale. Un’esperienza che ha messo in relazione agronomia, chimica, microbiologia e applicazioni cosmetiche, attraverso un vero e proprio compito di realtà sviluppato dalla materia prima al prodotto confezionato.
DALL’AZIENDA AGRICOLA LE FOGLIE DI ALOE: LA FILIERA PARTE DALLA TERRA
Il lavoro è iniziato con gli studenti dell’Agrario impegnati nel controllo delle piante, nel taglio e nel lavaggio delle foglie di Aloe vera, provenienti dall’azienda agricola dell’Istituto. Particolare attenzione è stata dedicata alla fase di spurgamento, della durata di 12-24 ore, finalizzata alla rimozione dell’aloina, sostanza presente nella componente giallastra della foglia e potenzialmente irritante. Un primo passaggio che ha consentito agli studenti di confrontarsi con le caratteristiche botaniche della pianta e con le procedure necessarie per avviarne la trasformazione.
NEI LABORATORI DI CHIMICA L’ESTRATTO DELLA FOGLIA DIVENTA GEL
Il lavoro è poi proseguito nei laboratori dell’Industriale, dove gli studenti dei due indirizzi hanno collaborato nelle operazioni di preparazione ed estrazione. Dopo la rimozione dei margini spinosi e della parte esterna delle foglie, è stato recuperato il gel trasparente, successivamente lavato con acqua distillata per eliminare eventuali residui di aloina. Si è quindi proceduto alla formulazione attraverso l’aggiunta di vitamine, addensanti e conservanti ad ampio spettro antimicrobico, fino al confezionamento del prodotto sperimentale. Un processo che ha permesso di conoscere direttamente alcune delle tecniche utilizzate nella preparazione di formulazioni destinate al settore cosmetico.
IL PRODOTTO SOTTOPOSTO DAGLI STUDENTI DELLA QUARTA ALLA PROVA QUALITÀ
La sperimentazione, quindi, è entrata nella fase dei controlli. Nei laboratori di chimica e microbiologia dell’Industriale, gli studenti di Quarta hanno effettuato analisi organolettiche e visive, misurazioni del pH e della viscosità e verifiche microbiologiche per valutare la presenza di microrganismi nel preparato. Le analisi didattiche condotte hanno evidenziato valori di pH prossimi alla neutralità e l’assenza dei patogeni specifici ricercati, fornendo risultati preliminari positivi per la formulazione sperimentale. Il percorso comprende inoltre la pianificazione di un protocollo standardizzato per studiare la stabilità del gel nel tempo e approfondirne la conservabilità.
DA SPERIMENTAZIONE A PROFESSIONI, MAJORANA ANTICIPA MONDO LAVORO
L’iniziativa aggiunge un ulteriore tassello alla formazione laboratoriale del Majorana, sempre più orientata a collegare le attività dell’azienda agricola scolastica con le applicazioni tecnologiche e i processi produttivi. Dalla cosmesi alla ricerca biotecnologica, dal controllo delle materie prime alla verifica della qualità, si aprono agli studenti prospettive di conoscenza di settori professionali nei quali agricoltura, innovazione e industria dialogano quotidianamente. È questa la direzione del metodo Majorana: trasformare le conoscenze in competenze, valorizzando ciò che la scuola produce e mettendo ragazze e ragazzi nelle condizioni di comprendere non soltanto come nasce un prodotto, ma anche quali professionalità e opportunità economiche possono svilupparsi attorno ad esso.