Nessuno tocchi il reparto di ortopedia dellāospedale di Portoferraio e, anzi, si faccia completa chiarezza anche sul futuro dei dipartimenti di medicina, sullāarea materno-infantile e su chirurgia, magari rimpolpando il personale ridotto al lumicino: ĆØ in sostanza questo che i Consiglieri regionali del Pdl Marco Taradash e Stefano Mugnai (Vicepresidente della Commissione SanitĆ ) chiedono alla Regione Toscana in unāinterrogazione che proietta direttamente sui tavoli del governatore Enrico Rossi e dellāassessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia la situazione allāospedale di Portoferraio.
Ā«Non passa settimana ā scrivono i due esponenti del Pdl nel loro documento ā senza che si legga sulla stampa locale dei problemi che attanagliano il nosocomio di Portoferraio, dalla scarsitĆ di medici e del personale infermieristico, alle difficoltĆ dellāelicottero di soccorso Pegaso ad atterrare per scarsa manutenzione della pista. Ultimo, in ordine di tempo il definitivo smantellamento del reparto di ortopedia, fino a qualche tempo fa fiore allāocchiello dellāospedale, ridotto ora ad un ambulatorioĀ».
Proprio su questo si concentra dunque principalmente lāattenzione di Taradash e Mugnai che in proposito alla giunta obiettano: Ā«Non ĆØ conforme agli obblighi del servizio sanitario dover trasferire sulla terraferma un paziente con fratture che, oltre a provocare dolori lancinanti, se non rapidamente contrastate potrebbero lesionare anche altri organi. Eā inaccettabile imporre, come prevede la Asl 6 di Livorno, il trasferimento del paziente nel continente quando con unāoperazione in loco si potrebbe risolvere il problemaĀ».
GiĆ : unāoperazione in loco. Peccato che il personale scarseggi e non da ora: Ā«Si ĆØ sempre affermata a parole ā ricordano Taradash e Mugnai ā lāimportanza delle strutture territoriali, dalla realizzazione dellāospedale di comunitĆ allāHospice. Per garantire i livelli minimi di assistenza ā sottolinea il documento ā Medicina deve avere un organico di almeno 10 medici con un responsabile di secondo livello. Ortopedia, invece, deve avere a disposizione almeno tre specialisti, con la possibilitĆ di effettuare le più semplici operazioni chirurgiche di routine, con lāapporto di specialisti dal continente in occasione di interventi di maggior impegnoĀ». Ne consegue, secondo il Pdl, che Ā«i servizi sanitari elbani debbano essere oggetto di un rafforzamento da parte della sanitĆ regionaleĀ».
Proprio a questo fine Taradash e Mugnai interrogano la giunta regionale chiedendo Ā«provvedimenti per ovviare alla chiusura del reparto di ortopedia, allāassoluta inadeguatezza numerica del personaleĀ». Non solo, perchĆ© gli esponenti del Pdl vogliono anche avere chiarezza sulle Ā«prospettive per la sanitĆ elbanaĀ» e su Ā«quale sarĆ il futuro dei dipartimenti di medicina, pediatria ostetricia e ginecologia (oggi denominata area materno infantile), chirurgia e ortopediaĀ».