City of London –
La recente partecipazione della Regione Umbria al vertice internazionale di Bruxelles nell’ambito del progetto europeo LIVET (Livestock Farming and One Health Approach) rappresenta un segnale significativo per il futuro della sanità territoriale in Italia.
Nel corso dell’incontro conclusivo del progetto transnazionale, l’esperienza umbra è stata inserita nel dibattito europeo sullo sviluppo di modelli One Health, un approccio che integra salute umana, salute animale e ambiente in un’unica visione sistemica.
Al di là del riconoscimento istituzionale, ciò che rende questo passaggio particolarmente rilevante è il suo valore di “indicatore di direzione” per le politiche regionali.
One Health: da principio scientifico a esigenza amministrativa
Il paradigma One Health è ormai consolidato a livello internazionale e promosso da organizzazioni come OMS, FAO e WOAH.
La sua logica di fondo è chiara: i sistemi sanitari, veterinari e ambientali non possono più essere considerati separati, poiché condividono gli stessi fattori di rischio.
Negli ultimi anni, tuttavia, il tema ha iniziato a uscire dall’ambito esclusivamente scientifico per entrare progressivamente nella dimensione della governance territoriale.
Il punto critico: la dimensione regionale
È proprio a livello regionale che il paradigma One Health trova la sua sfida più concreta.
Le Regioni rappresentano infatti il livello amministrativo in cui si intrecciano:
- sanità pubblica;
- sanità veterinaria;
- ambiente;
- protezione civile;
- gestione delle emergenze territoriali.
In questo senso, la domanda non è più teorica, ma organizzativa:
come tradurre il principio One Health in capacità operativa reale sul territorio?
L’esperienza dell’Umbria e il contesto europeo
L’Umbria, attraverso la partecipazione al progetto LIVET e il confronto con partner europei a Bruxelles, si inserisce in un processo più ampio di sperimentazione di modelli integrati.
Sebbene ogni Regione abbia caratteristiche proprie, l’elemento rilevante è la convergenza verso un approccio che supera la tradizionale separazione tra ambiti sanitari e ambientali.
Dal coordinamento alla risposta integrata
Uno dei nodi centrali del dibattito riguarda la differenza tra coordinamento istituzionale e capacità operativa.
Molti sistemi regionali dispongono già di strutture competenti nei diversi settori, ma le emergenze contemporanee mostrano sempre più spesso la necessità di:
- lettura unificata del rischio;
- condivisione in tempo reale delle informazioni;
- capacità di intervento coordinato sul territorio.
Eventi climatici estremi, emergenze sanitarie e crisi ambientali richiedono infatti risposte simultanee e non sequenziali.
Il territorio come unità di risposta
In questo scenario si sta affermando una trasformazione concettuale rilevante:
il territorio non è più solo il contesto delle emergenze,
ma diventa l’unità stessa di analisi e intervento.
Questa evoluzione implica un ripensamento delle modalità con cui vengono costruite le politiche sanitarie e di gestione del rischio a livello regionale.
Tecnologie e nuove architetture operative
In parallelo, a livello internazionale stanno emergendo sperimentazioni che integrano diverse tecnologie a supporto della capacità di risposta territoriale, includendo sistemi informativi avanzati, sensoristica ambientale e nuove forme di mobilità aerea per interventi rapidi in contesti complessi.
In alcune iniziative europee e industriali, questi elementi vengono già esplorati all’interno di architetture più ampie di risposta integrata, in cui il paradigma One Health rappresenta il quadro concettuale di riferimento.
Conclusione
L’esperienza dell’Umbria nel contesto europeo del progetto LIVET non va letta come un caso isolato, ma come un indicatore di una traiettoria evolutiva più ampia.
Per le Regioni italiane, la questione centrale non riguarda più soltanto l’adesione al paradigma One Health, ma la sua traduzione in modelli operativi concreti di gestione del territorio.
In questa prospettiva, la sfida dei prossimi anni sarà sempre meno teorica e sempre più organizzativa:
costruire sistemi regionali
capaci di leggere il territorio come un
unico sistema di salute e di risposta.
Riccardo Cacelli | CSO VE-IGA
r.cacelli@uam-vertiports.com