«La strategia è il silenzio prima della vittoria. La tattica è il rumore prima della sconfitta.»
Frase tradizionalmente attribuita a Sun Tzu, L’Arte della Guerra.
OSSERVARE
La recente nomina del nuovo Commissario Tecnico e dei nuovi vertici tecnici della Nazionale ha riportato il calcio italiano al centro del dibattito pubblico.
Come spesso accade, il confronto si è concentrato sui nomi, sulle candidature, sulle polemiche e sulle dinamiche che hanno accompagnato le decisioni.
È naturale.
La Nazionale rappresenta il simbolo più visibile del calcio italiano.
Ma proprio perché è il simbolo più visibile, rischia anche di nascondere la parte più importante del sistema.
Per un Paese che ha conquistato quattro Coppe del Mondo ma non è riuscito a qualificarsi alle ultime tre edizioni del torneo mondiale, forse è arrivato il momento di allargare lo sguardo.
La domanda non riguarda soltanto chi guiderà la Nazionale.
Riguarda il futuro dell’intero sistema calcio italiano.
COMPRENDERE
Lo Statuto della Federazione Italiana Giuoco Calcio, approvato dal CONI nel 2024, definisce con chiarezza missione, responsabilità e competenze della FIGC.
Promuovere il calcio.
Gestire le Squadre Nazionali.
Sostenere il settore giovanile.
Formare allenatori e arbitri.
Garantire la giustizia sportiva.
Conciliare professionismo e dilettantismo.
Promuovere i valori educativi e sociali dello sport.
È una missione ampia, moderna e di grande responsabilità.
La FIGC non governa soltanto la Nazionale.
Coordina un ecosistema che comprende Leghe professionistiche e dilettantistiche, Settore Tecnico, Settore Giovanile e Scolastico, Associazione Italiana Arbitri, calcio femminile, calcio paralimpico, migliaia di società sportive e milioni di tesserati.
La Nazionale rappresenta la punta dell’iceberg.
Il sistema calcio è tutto ciò che sostiene quella punta.
Ed è proprio osservando questo sistema che emerge una riflessione.
Lo Statuto definisce con precisione la missione della Federazione.
Meno evidente, almeno nel dibattito pubblico, è la visione di lungo periodo.
Ogni grande istituzione non è chiamata soltanto ad amministrare il presente.
È chiamata anche a progettare il futuro.
PROPORRE
Nel XXI secolo la credibilità di una grande organizzazione si misura anche dalla capacità di rendere chiara la propria direzione strategica.
Una visione condivisa crea fiducia.
La fiducia favorisce investimenti.
Gli investimenti generano innovazione, competenze, infrastrutture e crescita.
Per questo una Federazione non dovrebbe limitarsi ad amministrare le competenze previste dal proprio Statuto.
Potrebbe anche rendere esplicita la propria visione di lungo periodo.
Non soltanto per la Nazionale.
Ma per l’intero sistema calcio.
Per i giovani che iniziano a giocare nei campi di provincia.
Per le famiglie.
Per gli allenatori.
Per gli arbitri.
Per le società sportive.
Per chi progetta nuovi impianti.
Per gli sponsor.
Per gli investitori italiani e internazionali.
Per tutti coloro che, a vario titolo, contribuiscono a costruire il futuro del calcio italiano.
DALLA VISIONE AL PIANO STRATEGICO
Una visione, però, da sola non basta.
Per diventare concreta deve tradursi in obiettivi, priorità e risultati misurabili.
È ciò che avviene ormai nella maggior parte delle grandi organizzazioni pubbliche e private.
Aziende.
Università.
Ospedali.
Autorità portuali.
Aeroporti.
Amministrazioni pubbliche.
Sempre più istituzioni affiancano alla propria missione un Piano Strategico pluriennale.
Non è un semplice documento.
È uno strumento di governance.
Serve a spiegare dove si vuole andare.
Quali priorità si intendono perseguire.
Come verranno misurati i risultati.
Come sarà valutato il percorso.
Anche una Federazione sportiva potrebbe trarre beneficio da un approccio di questo tipo.
Un Piano Strategico del Calcio Italiano 2040 potrebbe rappresentare un quadro di riferimento condiviso per tutto il movimento, lasciando naturalmente piena autonomia agli organi federali nelle scelte operative.
Perché il futuro non si costruisce soltanto scegliendo le persone giuste.
Si costruisce definendo una direzione comune.
LA RIFLESSIONE DI ITALYNEWS.IT
Dopo aver osservato il dibattito di queste settimane e analizzato lo Statuto della FIGC, riteniamo che una delle sfide più importanti per il calcio italiano sia rendere sempre più esplicita una visione strategica di lungo periodo.
Una visione che potrebbe tradursi in una Strategia Nazionale per il Calcio Italiano 2040: un quadro di riferimento capace di definire obiettivi, priorità e criteri di valutazione per il prossimo quindicennio.
Non come un vincolo.
Ma come uno strumento di continuità, trasparenza e responsabilità verso tutto il movimento calcistico.
Perché una Federazione non si misura soltanto dalla qualità con cui organizza il calcio di oggi.
Si misura anche dalla capacità di progettare quello di domani.
LE PROPOSTE DI ITALYNEWS.IT
L’analisi sviluppata in questo editoriale suggerisce alcuni possibili temi di riflessione per il dibattito pubblico.
- Elaborare una Visione 2040 per il calcio italiano.
- Valutare l’adozione di un Piano Strategico pluriennale, con obiettivi chiari e risultati verificabili.
- Rafforzare il dialogo tra FIGC, Leghe, società, Settore Tecnico, Settore Giovanile e Scolastico, arbitri, allenatori e calciatori.
- Favorire una maggiore attrattività internazionale del sistema calcio italiano nei confronti di investitori, sponsor e partner.
- Promuovere una cultura della pianificazione, nella quale la scelta delle persone rappresenti l’inizio di un progetto e non il progetto stesso.
LA DOMANDA DI ITALYNEWS.IT
ItalyNews.it non pretende di avere oggi tutte le risposte.
Ma ritiene che, dopo tre mancate qualificazioni consecutive alla Coppa del Mondo, questa sia una domanda che il calcio italiano non possa più rimandare.
Quale futuro vuole costruire la Federazione Italiana Giuoco Calcio
per il calcio italiano
nei prossimi quindici anni?
Riccardo Cacelli