Progressi nella conoscenza della sindrome di Cornelia de Lange

di by Riccardo Cacelli, international Geopolitics analist, business strategic intelligence

Si arricchisce la conoscenza di una rara malattia genetica, la sindrome di Cornelia de Lange. Un gruppo di lavoro, coordinato da Antonio Musio, ricercatore presso lโ€™Istituto di Tecnologie Biomediche (Itb) del Cnr di Pisa, ha identificato il meccanismo molecolare che sta alla base della malattia, portando nuove informazioni sui processi biologici.
La sindrome di Cornelia de Lange prende il nome dalla pediatra olandese che nel 1933 descrisse per la prima volta alcuni bambini che ne erano affetti, ed รจ una sindrome malformativa, che si esprime in un insieme di sintomi tra cui predominano alterazione della simmetria facciale, ritardo mentale e anomalie alle dita delle mani. La frequenza di questa patologia รจ di circa un caso su 10.000 nati e la sua base รจ genetica, cioรจ dovuta ad unโ€™alterazione del DNA presente nei malati fin dalla nascita.
Negli ultimi tre anni, i ricercatori dellโ€™Itb-Cnr hanno giร  identificato due geni, chiamati SMC1A ed SMC3, le cui mutazioni causano la malattia.
โ€œQuesti geniโ€, spiega Antonio Muzio, โ€œdirigono la sintesi di proteine che fanno parte di un complesso molecolare denominato coesina, la quale tiene unite le catene del DNA garantendone la riproduzione fedele. Come esattamente un loro difetto possa causare gli specifici sintomi della Cornelia de Lange non รจ purtroppo ancora del tutto notoโ€.
Questa carenza viene oggi in parte colmata dallo studio svolto dai ricercatori dellโ€™Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR e pubblicato sul numero di febbraio della rivista Human Molecular Genetics.
โ€œLa sperimentazione ha dimostratoโ€, spiega ancora Antonio Musio, โ€œche le proteine SMC1A ed SMC3 mutate si associano al DNA con maggiore forza rispetto a quelle normali e questo puรฒ interferire con i normali processi cellulari in cui รจ coinvolto il DNA, come la trascrizione genica. I nostri sforzi ora sono puntati ad identificare i geni deregolati in seguito alle mutazioni di SMC1A ed SMC3โ€.

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