
Il tam tam dei tifosi su internet ha raccolto un esercito di 47.000 appassionati rossoneri, al grido online “Non si vende Kakà” esprimono in Rete il proprio stato d’animo per veder sfuggire, impotenti, il loro idolo, il loro mito, il loro “amico” in un’altra sponda.
Si sentono abbandonati. Feriti.
E quando una persona si sente abbandonata e ferita nel proprio Io, si ribella.
E come si può ribellare un rossonero ferito? Semplice, dicono. Boicottiamo le elezioni.
All’interno del gruppo in numerosissimi post si è parlato anche di boicottare, per gli elettori del Popolo della Libertà, le elezioni che si svolgeranno oggi e domani. L’annullamento della scheda facendo riferimento a Kakà.
Quello che stanno organizzando è una vera e propria rivolta civile partita da Facebook, dal più grande social network presente su internet, che rappresenta, almeno in Italia, il primo esempio di come la Rete unisce grazie alle passioni, alle emozioni, ai desideri.
Silvio Berlusconi forse dovrebbe preoccuparsi!