Campo nell’Elba, svelato a chi apparteneva lo stemma del Palazzo di Giustizia

di Luigi Cignoni, Direttore

Non è più un mistero l’origine, il significato e l’attribuzione dello stemma che sovrasta il portale dell’ex palazzo di Giustizia di San Piero. Apparteneva al consultore Apollonio Pavolini e può essere riferito attorno alla seconda metà del Settecento. Ma non è la sola novità che è stata “rivelata” ai cittadini campesi da Giorgio Giusti, delegato alla Cultura del comune di Campo nell’Elba, nel corso di una conferenza sugli “Incontri di Cultura”, tenutasi nella sala consiliare di Campo e promossa dall’amministrazione comunale, ce ne sono altre. “Ho consultato – ha detto fra l’altro Giusti – i documenti del Fondo Boncompagni-Ludovisi nell’archivio segreto del Vaticano a Roma. Tra le carte esaminate che recano la data del 4 settembre 1752 mi sono imbattuto nel sigillo del consultore Pavolini, governatore di Marciana, Poggio, San Piero e Sant’Ilario. Lo stesso che si trova a San Piero e che fino a oggi ci era sconosciuto.  Sempre fra gli stessi documenti – ha continuato il delegato alla cultura di Campo – le controversie tra la Curia Vescovile di Massa e Populonia e gli anziani di San Piero per non aver obbedito agli ordini impartiti ai fedeli della comunità nel 1637 dal vescovo Malaspina, che aveva chiesto loro di prendersi cura della “Ecclesia di Sancti Petri in castri Sancti Petri de Campo” che a suo parere versava in quegli anni in “condizioni vergognose”. Il vescovo minacciò di trasferire tutti i beni della chiesa di San Piero nella vicina Sant’Ilario, decisione che fu fortemente osteggiata”. Da qui, con tutta probabilità, nascerebbe la lunga teoria di campanilismo e di rivalità fra i due paesotti campesi, San Piero e Sant’Ilario.

Ma non è finita qui; il frutto della ricerca negli archivi del Vaticano ha avuto in serbo un’altra gradita sorpresa. “Ho ritrovato due carte acquerellate dell’Elba e del comprensorio di Portoferraio – ha concluso Giusti – di pertinenza dei Medici con i nove termini che ne delimitavano il territorio, ma anche il rinvenimento di un manoscritto sulla visita del Governatore generale Ferri del Principato di Piombino del 1738, già oggetto di una pubblicazione curata da Ilaria Monti che si avvalse della collaborazione dell’allora delegato alla Cultura del Comune, Fulvio Montauti, cui va il nostro riconoscimento, non essendo più tra noi”. E altre rivelazioni saranno fatte sempre in occasioni delle conferenze di Campo.

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