Province, via al riordino: nasce una Regione più vicina ai territori

di Luigi Cignoni, Direttore

La Toscana ĆØ la prima Regione ad approvare una legge per il riordino delle funzioni delle Province. Il consiglio regionale ha dato il via libera stamani con 41 voti a favore e tre astenuti alla proposta di legge scritta qualche settimana fa dalla giunta. La discussione in aula era iniziata ieri pomeriggio. “E’ una legge – ricorda con soddisfazione l’assessore alla presidenza, Vittorio Bugli – che si sta diventando punto di riferimento nazionale”
Si riordinano le funzioni. Ma il superamento delle Province cosƬ come si intendevano diviene con questa legge anche il ridisegno di un nuovo equilibrio istituzionale: servizi che passano ai Comuni associati “con fusioni e unioni che diventano essenziali”, un ruolo forte per la CittĆ  metropolitana che può far da volano e una Regione più ramificata e vicina ai territori. Con il personale delle Province che si sposterĆ  assieme alle funzioni. “Abbiamo fatto la nostra parte, nonostante i tagli che anche la Regione ha subito – ribadisce l’assessore alla presidenza Bugli – Più di questo la norma nazionale non ci permetteva. Se serve chiederemo al Governo altre risorse”.
La riforma ĆØ stata commentata a margine dei lavori in consiglio regionale anche dal presidente Enrico Rossi. “Ridefiniamo oggi un profilo diverso della Regione – dice – che sarĆ  meno ente astratto, meno ‘staterello’ ed ente di programmazione ma più presente sui territori con propri uffici, pronta ad occuparsi della progettazione degli interventi utili a prevenire il rischio idrogeologico, pronta a controllare con la polizia idraulica il rispetto delle regole, pronta ancora a gestire in modo diverso la formazione e l’orientamento professionale”.
Tre parole chiave
“Nello scrivere questa legge abbiamo seguito tre parole chiave – spiega l’assessore Bugli -. Sono sussidiarietĆ , adeguatezza e differenziazione. Abbiamo infatti affidato ai Comuni tutto quello che si poteva, abbiamo lasciato alla Regione funzioni adeguate al suo livello e che altrove difficilmente potevano essere gestite. Siamo stati attenti anche a differenziare bene le competenze con una migliore definizione di chi fa cosa”. Una legge che risponde all’incertezza dei lavoratori, ma anche ai cittadini per il mantenimento (e il miglioramento se possibile) di quei servizi di cui le Province si occupavano e che rimangono sul territorio.
Cosa cambia
Formazione, agricoltura e difesa del suolo sono tra le competenze di cui la Regione tornerĆ  ad occuparsi direttamente. Si occuperĆ  anche di caccia e pesca. AvrĆ  competenze in materia di rifiuti, difesa del suolo, tutela della qualitĆ  dell’aria e delle acqua. Si occuperĆ  ancora di inquinamento acustico ed energia, dell’osservatorio sociale e delle autorizzazioni come Aia, Vas, Via e Aia. Il Genio Civile sarĆ  presente nei territori e competente per progettazione, manutenzione e polizia idraulica. Quanto alle strade regionali, progettazione e realizzazione di opere strategiche saranno regionali mentre la manutenzione rimarrĆ  alle Province. E con le funzioni la Regione riassorbirĆ  anche il personale che a queste era dedicato, che magari rimarrĆ  negli uffici territoriali.
Il personale ‘migra’ con le funzioni
“Riporteremo in Regione tutto il personale che ci ĆØ consentito dalla legge nazionale – assicura e tranquillizza Bugli, rivolgendosi ai lavoratori – E conclusi gli accordi e fatti conti più precisi, guarderemo se sarĆ  possibile allargare ulteriormente il perimetro”. Si riorganizza la Regione come ente. Ma si riorganizzerĆ  la Regione anche come macchina. “DovrĆ  crescere la produttivitĆ  – spiega l’assessore -, con strutture più leggere e una maggior uso delle nuove tecnologie. Questo dovrĆ  accadere anche alle funzioni un tempo gestite dalle Province, salvaguardando naturalmente la professionalitĆ  dei dipendenti”.

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