Alla ricerca dei tornado italiani

di Stefano Scibilia corrispondente dalla Casa Bianca

In un articolo appena pubblicato sull’International Journal of Climatology, rivista della Royal Meteorological Society, Mario Marcello Miglietta dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) e Ioannis Matsangouras del Servizio meteorologico nazionale della Grecia hanno analizzato 10 anni di trombe marine e trombe d’aria che hanno interessato il nostro Paese. Il risultato รจ significativo: 37 trombe d’aria e 71 trombe marine sono state registrate in media ogni anno, pur con una forte variazione interannuale (un picco, rispettivamente, di 141 e 76 eventi รจ stato registrato nel 2014).
“Le trombe marine si sviluppano principalmente in autunno e d’estate, con una densitร  di quasi un evento annuale ogni 100 km di costa. C’รจ tuttavia una forte variazione da zona a zona, con picchi di cinque eventi lungo la costa tirrenica. In diversi casi, piรน vortici sono stati visualizzati simultaneamente (sino a 13 allo stesso tempo)โ€, dice Miglietta, primo autore dell’articolo. โ€œLe trombe d’aria possono originarsi sulla terraferma o avere origine da trombe marine che si spostano sulla terra. I primi eventi hanno frequenza massima d’estate e a fine primavera e interessano maggiormente il nord Italia; i casi โ€˜marittimiโ€™, che interessano le regioni peninsulari, sono invece piรน frequenti a fine estate e in autunnoโ€.
La piรน alta densitร  di trombe d’aria si registra sulle coste di Lazio e Toscana, nella pianura veneta, nel Salento; in queste aree la densitร  di eventi รจ confrontabile con quella degli stati degli Usa con piรน alta frequenza. Tuttavia, si tratta principalmente di eventi deboli. I tornado significativi (di intensitร  pari o superiore al grado EF2 della scala Enhanced Fujita) sono meno frequenti ma sono stati comunque 24 in 10 anni, causando danni considerevoli (si pensi al tornado di Taranto del 2012 o a quello di Mira-Dolo del 2015) e in alcuni casi anche delle vittime.
โ€œPurtroppo solo in pochi stati europei esistono procedure di allerta in caso di tornado. Vista la gravitร  dei danni che possono causare, sarebbe opportuno in futuro un maggiore interesse verso questo tipo di eventiโ€, conclude Miglietta.
Questo editoriale ti ha fatto riflettere? Le idee acquistano valore quando vengono condivise. Se ritieni che queste domande meritino una discussione, condividi l'editoriale.
Argomenti

Leggi anche