Joona Linna è finlandese, ma vive a Stoccolma ormai da anni, e di quella città conosce ogni angolo. Joona Linna è stato in ogni vicolo, in ogni piazza, in ogni viale, ma non è mai stato in un certo appartamento elegante e lussuoso, da cui proviene una musica struggente e rarefatta, e non ha mai visto il salottino dell’appartamento: spoglio in modo inquietante, nudo, vuoto. Vuoto, se si esclude il corpo. Il corpo fluttua nell’aria, è sospeso a pochi centimetri da terra e sembra ondeggiare: come se danzasse al suono del violino che si confonde con il ronzare indolente delle mosche. Il collega che ha chiamato Joona sulla scena del crimine aveva ragione: c’è qualcosa di inspiegabile. Ma dopo anni spesi a lavorare come ispettore della squadra omicidi di Stoccolma, Joona Linna sa che le apparenze non sono che il velo dietro cui si nascondono i crimini, e che l’unico vero movente di ogni crimine sono i desideri. Quello che Joona ancora non sa è che anche i desideri più intensi possono realizzarsi, e che la paura può trasformare ogni sogno, per quanto meraviglioso, in un orribile incubo.
* L’esecutore * di Lars Kepler (Ed. Longanesi, trad. di A. Bassini, M. Corbetta e B. Fagnoni, pp. 574, euro 18,60).