Su internet รจ possibile acquistare kit per la preparazione casalinga di falsi Chianti, Barolo o Valpolicella,

di Redazione Italia

Su internet รจ possibile acquistare kit per la preparazione casalinga di falsi Chianti, Barolo o Valpolicella, ma anche di bustine in polvere per la preparazione โ€œespressoโ€ di pseudo vini che non hanno nulla hanno a che fare con i prodotti originali e ingannano il crescente numero di acquirenti on line. E’ la Coldiretti a lanciare l’allarme sui rischi degli inganni della rete dove nel 2008 รจ stato venduto un prodotto enogastronomico ogni 60 secondi, con un aumento del 62 per cento rispetto allo scorso anno, secondo i dati del sito ebay.

Sul sito www.trekneat.com , una societร  tedesca, Trek’n eat , specializzata nella vendita di cibo per escursionisti, offre vino in polvere che – riferisce la Coldiretti – รจ contenuto in un sacchettino di alluminio e plastica, pesa solo 60 grammi e una volta allungato con acqua dร  vita a una bevanda di 8,2 per cento alcolici per il costo di 3,95 euro per 2 dl . Per il sito un “vino per gourmand per festeggiare una volta giunti su una vetta che รจ offerto nelle due versioni estiva e invernale, da consumare freddo o caldo.

Per la Coldiretti โ€œil vino si fa con l’uva e non con le bustine in polvere dalle quali si ottengono miscugli che non hanno neanche il diritto di chiamarsi con il nome del nettare di baccoโ€ e l’offerta on line รจ solo l’ultimo inganno a danno di uno dei prodotti piu’ prestigiosi del Made in Italy. Su internet su siti come www.homebrewers.com , ma anche su ebay, รจ anche possibile acquistare – continua la Coldiretti – โ€œwine kitโ€ fai da te con tutto l’occorrente per ottenere il miracolo della trasformazione dell’acqua in vini come il Chianti, il Barolo o il Valpolicella in soli in 28 giorni, per effetto di una curiosa interpretazione della legislazione vigente. Con una spesa compresa tra 70 a 100 euro per un kit da 30 bottiglie, secondo le ditte produttrici, รจ possibile realizzare anche a casa un processo che porta alla produzione di vini come il Chianti, il Barolo, il Valpolicella, l’Amarone, e molte altre specialitร  italiane, francesi ed europee per le quali sono fornite addirittura le etichette da applicare sulle bottiglie.

Si tratta di una pericolosa deriva che rischia di โ€œingannareโ€ i consumatori meno esperti sul reale contenuto dei prodotti in vendita e che – sostiene la Coldiretti – danneggia l’immagine della produzione italiana ed europea conquistata nel tempo grazie agli sforzi fatti per la valorizzazione di un prodotto che esprime qualitร  , tradizione, cultura e territorio. Una situazione inaccettabile per l’Italia e l’Unione Europea che stanno conducendo una difficile battaglia per la difesa delle denominazioni dalla pirateria e dalle falsificazioni nell’ambito delle trattative sul commercio internazionale nel Wto. E’ quindi necessario – continua la Coldiretti – verificare la compatibilitร  di questa preoccupante escalation con la normativa italiana e comunitaria al fine adottare tutte le iniziative necessarie per fermare un fenomeno che rischia di danneggiare imprese e consumatori sul mercato globale.

Con 47 milioni di ettolitri prodotti l’Italia – conclude la Coldiretti – รจ il maggior produttore ed esportatore mondiale e vanta oltre il 60 per cento della produzione vinicola nazionale a denominazione di origine: 477 vini di cui 316 a denominazione di origine controllata (Doc), 41 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 120 a indicazione geografica tipica (Igt).

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