Sappiamo sempre di più. Ma sappiamo chi siamo?

di by Riccardo Cacelli, business & geopolitical strategic advisor

Molti anni prima di leggere il comunicato che presenta la trilogia di Carmelo Spinella, avevo conosciuto Carmelo a Londra.

All’epoca ricopriva un importante ruolo nella direzione delle Risorse Umane di Boots, all’interno di una carriera trascorsa per oltre quarant’anni in posizioni di responsabilitĆ  presso grandi multinazionali.

Il nostro incontro non riguardava la metafisica, la fisica quantistica o le tradizioni orientali.

Parlammo di bambini.

Più precisamente, discutemmo di Child7, un progetto internazionale di charity al quale stavo lavorando, pensato per sostenere i bambini affetti da cancro e le loro famiglie.

Oggi, molti anni dopo, ritrovo Carmelo attraverso un comunicato stampa che racconta un’altra parte della sua vita: quella dell’autore, ricercatore e formatore che prova a mettere in dialogo fisica, metafisica, antropologia, filosofia e tradizioni spirituali.

E mi sono chiesto se siano davvero due percorsi cosƬ lontani.

Forse no.

PerchĆ© dietro il professionista delle Risorse Umane e dietro l’uomo che interroga l’universo potrebbe esserci la stessa domanda fondamentale: che cosa significa essere umani?

Tre libri, tre domande

Il percorso pensato da Spinella ĆØ costruito intorno a tre interrogativi.

Che cos’ĆØ la realtĆ ?

ƈ la domanda del primo volume, L’Universo ĆØ in Me – Fisica, Metafisica e Antropologia, giĆ  pubblicato.

Chi sono io?

ƈ il passaggio successivo, affrontato ne Il Viaggio del SƩ, secondo volume giƠ completato.

Dove sto andando?

ƈ infine la domanda de Il Ritorno all’Uno, il volume conclusivo attualmente in fase avanzata di scrittura.

Tre domande semplicissime.
E forse proprio per questo enormi.

L’umanitĆ  se le pone da millenni e, nonostante l’impressionante crescita delle nostre conoscenze, nessuna sembra avere trovato una risposta definitiva.

Sappiamo moltissimo. Eppure…

Viviamo in un’epoca straordinaria.
Osserviamo galassie lontanissime, studiamo particelle subatomiche, sequenziamo il DNA, costruiamo macchine capaci di apprendere ed elaboriamo in pochi secondi quantitĆ  di informazioni che un essere umano, da solo, non potrebbe leggere in un’intera vita.

Eppure continuiamo a non sapere rispondere compiutamente alle domande più antiche.

Che cos’ĆØ davvero la realtĆ ?
Che cos’ĆØ la coscienza?
Che cosa rende ciascuno di noi ciò che è?

Ed esiste qualcosa oltre i confini della nostra individualitĆ ?

Il paradosso è affascinante: aumentano le risposte e, contemporaneamente, aumenta la dimensione di ciò che sappiamo di non sapere.

Quando la fisica incontra la metafisica

Nel primo volume Spinella parte dall’evoluzione del pensiero scientifico, da Aristotele e Newton fino alla meccanica quantistica, al principio di indeterminazione di Heisenberg e all’entanglement.

Da lƬ il viaggio si sposta verso altri territori: i Veda, il concetto di Maya, le tradizioni spirituali orientali, le civiltƠ antiche, i cicli cosmici degli Yuga e la Lista Reale Sumera.

È un passaggio affascinante. Ma è anche il punto nel quale occorre maggiore attenzione.

La meccanica quantistica appartiene alla scienza.

Una tradizione spirituale appartiene a un altro campo della conoscenza e dell’esperienza umana.

Una narrazione antica può possedere un enorme valore storico, antropologico, filosofico o simbolico senza diventare, per questo, una teoria scientifica.

Mettere questi mondi in dialogo è legittimo e può essere culturalmente fertile.

Confonderli sarebbe invece un errore.

Ed ĆØ significativo che la presentazione stessa dell’opera di Spinella sottolinei la volontĆ  di non confondere le possibili risonanze fra scienza e spiritualitĆ  con delle dimostrazioni.

Una somiglianza non ĆØ una prova. Una suggestione non ĆØ una dimostrazione.

Una domanda non ĆØ ancora una risposta. Ma una domanda può essere l’inizio di una ricerca.

La goccia e l’oceano

C’ĆØ un’immagine che attraversa l’intera trilogia: la goccia e l’oceano.

Quando la goccia ritorna nell’oceano, scompare? Oppure conserva, in qualche forma, la propria individualitĆ ?

Dietro una metafora apparentemente elementare si nasconde uno dei grandi interrogativi della filosofia: il rapporto tra individuo e totalitĆ .

Spinella affronta la questione mettendo a confronto tradizioni e pensatori molto diversi: Śaį¹…kara e Rāmānuja, il buddhismo di Nāgārjuna, Plotino e, sul versante della riflessione sulla realtĆ  fisica, David Bohm.

Le risposte possono essere profondamente differenti.
Ma ciò che attraversa secoli, continenti e culture è la domanda.

Siamo soltanto gocce o siamo anche oceano?

Quando chi cerca entra nella ricerca

C’ĆØ però un elemento che rende il progetto di Spinella particolarmente personale.

L’autore non rimane fuori dalla propria ricerca. Vi entra.

Racconta i ricordi dell’infanzia, i viaggi in India, gli ashram e i centri spirituali frequentati, l’incontro con Sai Baba, la meditazione e le esperienze di ipnosi regressiva.

Il suo percorso intellettuale e spirituale, iniziato negli anni Ottanta, lo ha inoltre portato a frequentare realtĆ  come la Theosophical Society, la Krishnamurti Foundation e il Tempio della Self-Realization Fellowship di Milano.

Qui compare una terza dimensione, accanto alla scienza e alla filosofia: l’esperienza personale.

Ed ĆØ forse quella che richiede maggiore delicatezza.

Un’esperienza può essere profondamente autentica per chi la vive senza che l’interpretazione attribuita a quell’esperienza diventi automaticamente una veritĆ  scientificamente dimostrabile.

Riconoscere questa distinzione non diminuisce il valore dell’esperienza.

Al contrario, permette di ascoltarla senza trasformarla in dogma.

Spinella, allora, non ci racconta soltanto ciò che pensa di avere compreso.

Ci racconta perchƩ ha cominciato a cercare.

L’uomo delle organizzazioni e l’uomo dell’Uno

Ed ĆØ qui che ritorno al Carmelo che avevo conosciuto a Londra.

Per oltre quarant’anni ha lavorato nelle Risorse Umane e nell’organizzazione all’interno di importanti multinazionali.

Persone. Organizzazioni. Leadership. Relazioni. Comportamenti.

Poi troviamo lo stesso uomo che studia meditazione, tradizioni orientali, filosofia e fisica e che intitola il volume conclusivo della propria trilogia Il Ritorno all’Uno.

Potrebbero sembrare due vite. Forse sono invece due modi di osservare la stessa cosa.

L’essere umano.

Uno dall’interno delle organizzazioni che costruiamo.

L’altro dall’interno delle domande che ci accompagnano.

E forse ĆØ proprio questa sovrapposizione tra esperienza professionale, ricerca intellettuale e percorso personale a rappresentare uno degli aspetti più interessanti dell’opera.

Il diritto di dire ā€œnon lo soā€

C’ĆØ una possibilitĆ  che la nostra societĆ  ipertecnologica sembra avere sempre più difficoltĆ  ad accettare.

Dire semplicemente: non lo so.

Non sappiamo ancora spiegare completamente la coscienza.

Non abbiamo una risposta definitiva su che cosa significhi essere ā€œioā€.

Non sappiamo se l’esistenza individuale abbia un significato ulteriore rispetto alla nostra esperienza biologica.

Possiamo credere.
Possiamo ipotizzare.
Possiamo studiare.
Possiamo confrontare millenni di pensiero umano.

Ma possiamo anche riconoscere il limite della nostra conoscenza.

La scienza deve continuare a cercare ciò che può verificare. La filosofia deve continuare a interrogare ciò che pensiamo.

La spiritualitĆ  può continuare a esplorare ciò che l’essere umano sente e cerca da millenni.

Ma nessuna ricerca dovrebbe avere paura del dubbio.

Perché il dubbio non è necessariamente il nemico della conoscenza.

Molto spesso ne ĆØ l’inizio.

Dall’informazione alla conoscenza

Questo non vuole essere una recensione di L’Universo ĆØ in Me.

Non potrebbe esserlo.

Non ho ancora letto il libro e sarebbe intellettualmente scorretto esprimere un giudizio sull’opera partendo soltanto dalla sua presentazione.

Ma un libro può avere un valore ancora prima di essere letto, quando riesce a provocare una domanda.

Ed è ciò che è accaduto leggendo il comunicato di Carmelo Spinella.

Non posso dire se le risposte che propone mi convincano. Posso però riconoscere il valore delle domande.

E posso riconoscere qualcosa dell’uomo che, molti anni fa a Londra, incontrai per parlare di un progetto dedicato ai bambini e che oggi ritrovo intento a interrogarsi sull’universo, sull’identitĆ  e sul destino dell’essere umano.

Forse conoscere non significa soltanto accumulare risposte.

Significa avere la curiositĆ  di osservare.
L’umiltĆ  di cercare di comprendere.

E, quando incontriamo qualcosa che merita di essere discusso, la generositĆ  di condividerlo.

Anche quando la risposta definitiva ancora non c’ĆØ.

Soprattutto quando la risposta definitiva ancora non c’ĆØ.


La trilogia di Carmelo Spinella

Volume I — L’Universo ĆØ in Me

Sottotitolo: Fisica, Metafisica e Antropologia
Editore: YouCanPrint
Stato: pubblicato
Genere: Saggistica — Scienza / Filosofia
Pagine: circa 340
ISBN: 979-12-24086-32-1
Prezzo: €31,00 — edizione cartacea
DisponibilitĆ : Amazon, YouCanPrint.it e rete distributiva YouCanPrint.

Volume II — Il Viaggio del SĆ©

Editore previsto: YouCanPrint
Stato: completato
Genere: Saggistica — Scienza / Filosofia
Pagine: circa 360
Prezzo: da definire
ISBN: da definire
DisponibilitĆ : prevista attraverso gli stessi canali distributivi del primo volume.

Volume III — Il Ritorno all’Uno

Editore previsto: YouCanPrint
Stato: in fase di scrittura
Genere: Saggistica — Scienza / Filosofia
Pagine previste: circa 300
Prezzo: da definire
DisponibilitĆ : in preparazione.

Autore: Carmelo Spinella

Leggi anche