Quando i detenuti cucinano per le famiglie più bisognose

di Luigi Cignoni, Direttore

Vedere orizzonti dove vengono segnati confini, in un momento storico che ci richiede di ripensare a noi stessi e superare quello che ci rende distanti dal rimanere umani ĆØ ciò che muove il nostro welfare resilienteā€: il sindaco di Rende Marcello Manna ha spiegato cosƬ lo spirito dell’ultima delle iniziative che la sua amministrazione ha messo in moto all’indomani dello scoppio della pandemia a sostegno delle famiglie più bisognose.
In collaborazione con la casa circondariale ā€œSergio Cosmaiā€, la Terra di Piero e l’IIS ā€œCosentino-Todaroā€, il comune dell’oltre Campagnano promuove ā€œCuciniAmoā€ progetto che coinvolgerĆ  alcuni dei detenuti nella preparazione dei pasti da destinare alle persone in difficoltĆ .
Da lunedƬ al sabato i fornelli della cucina all’interno delle carceri cosentine ritorneranno ad accendersi alimentando la rete solidale che ā€œsinora ha raggiunto più di seicento persone con generi di prima necessitĆ  e pastiā€, ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali Annamaria Artese che ha aggiunto come: ā€œle scelte di vita possono essere messe in discussione solo se prima si ĆØ compreso come si ĆØ vissuto ed essere quindi trasformate in azioni reali nella vita fuori dal carcere. Questa iniziativa dimostra come, nonostante la situazione detentiva, queste persone dimostrino vicinanza a chi soffreā€.
ā€œGli studenti iscritti alle cinque classi della sezione carceraria dell’istituto alberghiero rendese a turno prepareranno il pranzo seguendo il menù dei docenti Marigliano e Caloprese che hanno realizzato, per l’occasione, un ricettario con il procedimento dei pasti. I ragazzi sono particolarmente motivati perchĆ© ĆØ emersa la volontĆ  di aiutare chi adesso si trova in difficoltĆ ā€ ha affermato la dirigente dell’istituto alberghiero Tina Nicoletti.
Ma a cucinare saranno idealmente tutti i detenuti che, proprio nei giorni scorsi hanno scritto una lettera di ringraziamento alle ragazze e ai ragazzi che ogni giorno operano: ā€œper gli ultimi e i bisognosiā€.
ā€œAbbiamo creduto molto in questa iniziativa – ha affermato Francesco Chiarello, chef e a capo della squadra di volontari che prepara i pasti per tutta l’area urbana- perchĆ© in questo percorso di riabilitazione il fattore umano e sociale deve essere sempre garantitoā€.
ā€œSiamo certi –ha sottolineato la direttrice del carcere Maria Luisa Mendicino- che sentirsi di nuovo utili per la societĆ  ĆØ processo fondamentale. Per questo ĆØ importante che negli istituti penitenziari venga offerta la possibilitĆ  di professionalizzarsi, imparare un mestiere, studiare, in modo che chi sconta la pena possa strutturare la fiducia in sĆ© stesso, negli altri, nelle istituzioni e nello Statoā€.

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