Zona rossa o gialla, sindaci lasciati soli

di Luigi Cignoni, Direttore

Zona rossa o gialla, il dato se possibile ancora più drammatico sul quale soprattutto in queste riaperture di dibattito nazionale sulla Calabria occorre insistere ed alzare la voce è che alle nostre latitudini e nello sterminato entroterra della nostra regione, che rappresenta stragrande maggioranza della nostra terra, erano e restano i sindaci dei piccoli comuni a dover far fronte alla mancanza di tutti i servizi essenziali e diritti fondamentali.
È quanto dichiara il Sindaco Umberto Mazza esprimendo anzi tutto la massima solidarietà e vicinanza a tutti quanti sono stati costretti, da un provvedimento oggettivamente esagerato e immotivato, a riabbassare le saracinesche dopo aver investito risorse, energie e speranza per ripartire dopo la prima emergenza pandemica dei mesi scorsi. Per tutti loro vanno previste e garantite senza dilazioni tutte le forme di sostegno necessarie.
Facciamo nostro il disagio gravissimo che tutti gli operatori del settore sono chiamati a sopportare a seguito dell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e rispetto ad una condizione – questo è il paradosso più insostenibile – che è del tutto diversa a quella purtroppo vissuta, in termini di diffusione del contagio, da altre regioni. Ciò che è ancora più intollerabile – conclude Mazza – è che venga fatto pagare ai calabresi il prezzo ingiusto di decenni di fallimento plateale del commissariamento della sanità regionale e che ad imporre questa condanna sia quello stesso Stato che quel commissariamento ha imposto, trattenuto, mai misurato rispetto agli obiettivi dati, mai messo in discussione e addirittura di recente prorogato. Tutto ciò è assurdo.

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