Soffia il vento rivoluzionario; รจ da ciechi non accorgersene

di Luigi Cignoni, Direttore

Una protesta continua. Una manifestazione da nord a sud della Penisola. Dalle mille facce. Dai mille volti. Una contestazione cosรฌ che getta le proprie radici sul malcostume politica, sulla marcata distanza che esiste tra cittadini e suoi rappresentanti nel governo. In piรน ci aggiungete il malessere rappresentato dalla crisi, dal non avere piรน risorse per far fronte alle esigenze della vita, mentre (allโ€™opposto cresce a dismisura la pressione fiscale, allora avrete quel pericoloso cocktail esplosivo che si chiama rivoluzione. E la guerriglia nelle cittร  รจ giร  iniziata. E come spesso accade in simili casi, le motivazioni che spingono le persone a dimostrare il proprio malcontento hanno radici profonde: vanno ricercate nel lavoro che non cโ€™รจ, nel non vedersi considerate dalla classe politica tutta protesa a difendere i propri diritti e arroccarsi sempre di piรน attorno ai privilegi non dimostrando la volontร  di voler fare un passo nella direzione di โ€œservire i cittadiniโ€ anzichรฉ servirsi di loro per i propri fini e scopi. Ce nโ€™รจ per dichiarare lo stato di allerta. Se poi aggiungete ancora le condizioni delle comunicazioni, i disagi affrontati da chi quotidianamente si reca a lavorare รจ costretto a servirsi di treni e cosรฌ via allora si capirร  che davvero siamo a un passo dallโ€™esplosione. Ma come spesso succede in questi casi, cโ€™รจ sempre qualcuno dietro lโ€™angolo che soffia sul malcontento. Cerca di cavalcare lโ€™onda di protesta per far affermare i propri obiettivi che sono quelli di instabilitร  politica, di incapacitร  di risolvere iย  problemi veri della comunitร . Ma poi quando si vece che lo Stato centrale cerca di alleggerire la morsa della crisi alleggerendo (ma quando mai?) la morsa delle tasse, ci pensano gli enti locali a pressare e vessare ulteriormente il cittadino. Roma dice una cosa e la periferia interpreta a modo suo la legge. Ulteriore dimostrazione del caos in cui soggiace la nostra Repubblica. Ma non รจ tanto questo il problema maggiore dal quale bisogna guardarsi, come dal fatto che qualcuno, su queste problematiche ha costruito il proprio castello e cerca di cavalcare lโ€™onda che altrimenti gli sarebbe scappata. Insomma, siamo in un momento in cui occorre tenere ben saldi i nervi e far valere le proprie ragioni, cercando di modificare quelle leggi, per far avanzare nuovamente lโ€™economia e non opprimere ancora il cittadino con ulteriori tasse.