Napolitano, “C’era bisogno di una scossa nazionale” e scossa รจ stata

di Luigi Cignoni, Direttore

Bisogna riconoscerlo: il presidente Napolitano รจ stato (e lo รจ tuttora) un ottimo condottiero della Nazione. Lโ€™ho sempre pensato, fin da tempi non sospetti, anche se ritenevo che la lunga militanza allโ€™interno dellโ€™allora Pci lo avesse influenzato nel giudizio delle cose nel loro itinere. Ma cosรฌ non รจ stato. Giorgio Napolitano invece ha piรน volte dimostrato di avere alto il valore dello Stato, ed รจ un merito che va ascritto a suo favore; altri, in situazioni similari, si sarebbero comportati in modo diverso, suppongo. Anche se รจ difficile fare la storia con i โ€œSeโ€ e i โ€œMaโ€. Cosรฌ รจ stato, e cosรฌ รจ avvenuto. Prendiamone atto e guardiamo con fiducia, come ha scritto oggi il presidente dalla Stampa di Torino, alla sfida che abbiamo davanti.

Avevamo bisogno di una scossa e una scossa รจ stata. โ€œCโ€™era bisogno โ€“ scrive il Presidente- di una scossa nazionale unitaria di fronte alle difficoltร , alle derive, agli scoramenti che colpivano il nostro Paese e alle prove sempre piรน ardue che lo attendevano e lo attendonoโ€. La scossa che รจ avvenuta รจ a livello politica: il senso di responsabilitร  di Berlusconi che, viste le cose, ha rassegnato le dimissioni ed ha creato le circostanze perchรฉ si andasse a un incarico di un personaggio stimato in Europa come Mario Monti. Adesso sarร  il tempo che ci dirร  se le scelte che abbiamo intrapreso sono buone e giuste oppure no! Si dice un governo tecnico: si dice anche che la democrazia parlamentare รจ finita. Si sono dette e consumate molte parole, perรฒ non credo a questi Soloni che, affacciati dai loro pulpiti, arringano la folla stando perรฒ ben attenti dove loro hanno i piedi, se allโ€™asciutto (dalla crisi) o completamentiย  assorbito dal gorgo del crac finanziario. ย Come non credevo tempo fa che in Italia non ci fosse la libertร  di stampaโ€ฆ

Non ci credo a tutte queste Cassandre. Credo semmai nelle parole di Napolitano che ancora una volta รจ stato il โ€œPater Familiasโ€ dello Stato Italiano.

E andiamo intanto con ordine sulle cose certe.

Si chiudono due ere: Zapatero in Spagna e Berlusconi in Italia, anche se il nostro uomo di Arcore non si รจ ancora dichiarato vinto e farร  ancora sentire la sua voce. Sta di fatto che due governi di due Stati sovrani diversi hanno chiuso il loro periodo.

In Spagna si affermerร  il Partito Popolare (dalle elezioni che sono ancora in corso) che avrร  la maggioranza assoluta nel Parlamento; in Italia invece รจ il momento della classe professorale, la classe dei saggi che รจ subentrata agli schiamazzi, al turpiloquio, allo scambio di battuta da quadrivio cui avevamo assistito finora dai piccoli schermi. Cโ€™รจ bisogno di rimettere le bocce al loro posto e ripartire, conquistando la fiducia dei mercati internazionali e finalmente tornando ad avere voce in capitolo.

Non credo che lโ€™Italia non abbia il suo peso nellโ€™Ue, anzi! Avevamo finora assistito a un teatrino delle comparso, dove sembrava che la cosa migliore da fare fosse quella dellโ€™apparire a scapito dei contenuti. Bella presenza, il volto sempre proteso al sorriso, cravatta apposto, e capelli sempre neri a dimostrare lโ€™eterna gioventรน del corpo politico. Non รจ bastata una simile immagine. Cโ€™รจ bisogno di credibilitร  e di soliditร  di governo, perchรฉ le prove cui alludeva il Presidente siano affrontate e superate

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